«La Vita Veramente è un disco pieno di me e questa è sicuramente la cosa più bella. Lo considero un album estremamente vario, quasi schizofrenico nella sua proposta stilistica, ma nonostante questo nessun brano risulta figlio unico, ha una coerenza tutta sua e rispecchia la mia voglia di sperimentare e di non fermarmi mai, neanche quando sono soddisfatto. Parlo di amori e rincorse, di tangenziali e gite, tradimenti e caffè, sigarette, ascensori e semafori, insomma parlo della vita, veramente».

Ho scoperto questo nuovo e giovane cantautore grazie ad un amico, Matteo, che colpito dalla sua bravura ha voluto consigliarmelo. Il pensiero e l’idea dei suoi testi, così vicini anche alla mia vita di tutti i giorni, le domande, i dubbi e le sicurezze hanno saputo cogliere immediatamente la mia attenzione e mi hanno conquistato. E ho deciso di condividere con voi l’entusiasmo di questa nuova, straordinaria scoperta.

Classe 1997, nato a Roma, si chiama Filippo Utinacci, ma preferisce definirsi con il suo nome d’arte, vale a dire Fulminacci. Sorta di crasi molto sui generis tra nome e cognome e allo stesso tempo espressione di stupore d’altri tempi, utile a descrivere un personaggio alquanto alieno rispetto all’attuale panorama musicale. La Vita Veramente è il suo album d’esordio, uscito il 9 aprile.

È un artista di rottura, scrive, arrangia e canta le sue canzoni. Piace per freschezza e versatilità: le canzoni  sono cariche di una più unica che rara intelligenza emotiva dal sapore cinematografico, votata alla quotidianità più ordinaria e personale; colpisce per il suo umore irrequieto, cinico, capace di non adeguarsi alle mode e alle consuetudini imperanti. Il suo è un disco di formazione, di dubbi, di paure, di malinconie e fragilità tipiche di chi si sta scoprendo.

In mezz’ora scarsa di durata, Fulminacci si racconta in maniera scarna, cinica e diretta. Va dritto al punto, senza orpelli inutili. Chitarre acustiche, classico tono di voce da romanaccio, faccia da bravo ragazzo che con la sfrontatezza e genuinità dei suoi freschi 22 anni canta i più svariati temi che abbracciano l’amore naturalmente, le buche di Roma, la spensieratezza, la leggerezza.

 

In un’intervista per RollingStone.it racconta:

Sembri uno che si fa molte domande.

Altroché, sono parecchio interrogativo su me stesso.

E quel “veramente” nel titolo del tuo disco?

La Vita Veramente è un tentativo che faccio di spiegare come vive una persona come me. A volte mi capita di vivere momenti in terza persona, guardandomi dall’esterno, giudicandomi senza veramente ricordarmi che lo sto facendo. Sto sempre a guardarmi da fuori anziché vivermi una situazione veramente. La canzone parla di quello, di riuscire a stare al mondo in maniera onesta, presente al 100% senza pensare a cosa si sta facendo mentre lo si sta facendo.

Quello forse è per la giovane età. Solo invecchiando ti rendi conto che la vita ti riguarda eccome. Hai ragione quando dici in Una Sera che “la vita diventa un mestiere”.

Me ne accorgo sempre di più. Quella è una frase che i grandi ti dicono spesso quando sei piccolo. Ti dicono di goderti gli anni della gioventù, gli anni senza responsabilità, perché poi dopo non ritornano più. Ti dicono che puoi fare tutto, quasi ti senti immortale a forza di sentirti dire che sei giovane, che “come fai a morire? Sei giovanissimo”. Tutte cose a cui però non ho mai creduto troppo, neanche da piccolo. Mi sono sempre fatto un po’ troppe domande.

(per l’intervista completa: https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/fulminacci-e-un-giovane-vecchio/453072/ )

Romanticismo, ritorni a casa, pigrizia, egoismo e un po’ di Roma: un macinato di espressioni, momenti delicati e corse verso il futuro. 22 anni (!) e una strada senza fine dinanzi.

E dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è
non sono stato mai a parlare per ore
senza pensare che lo sto facendo.
E dimmi cos’è, dimmi cos’è, dimmi cos’è
la vita veramente.
E non abbiamo mai un’opinione vera,
un’anima sincera, un’emozione pura
Però tu come fai, tu che mi sembri seria
svelami tutti i trucchi, proponimi dei sogni
Sti cazzi poi dei soldi a quelli ci pensiamo quando siamo grandi

La Vita Veramente è un esordio genuino quanto autorevole, dalla sorprendente sincerità.

Fidatevi, non ve ne pentirete.

 

 

 

 

 

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