Emmeline Pankhurst è uno dei più fulgidi esempi della lotta che il genere femminile ha intrapreso nell’epoca moderna.

Principale esponente del movimento delle suffragette, ha dedicato la sua intera esistenza ad una battaglia serrata contro lo strapotere maschile. Riteneva che la libertà delle donne non poteva prescindere dal diritto di voto, che è da sempre l’espressione più alta della democrazia, garantendo ad un cittadino di avere un peso politico.

Agli inizi del 1900 le donne versavano ancora in condizioni sub-umane e, sottomesse, avevano ben poche possibilità di uscire fuori dall’angolo sociale in cui si trovavano.

Però le radici del cambiamento, portate avanti dall’azione martellante delle suffragette, avevano ormai attecchito nel grigiore delle fabbriche e delle strade inglesi, dove una donna, nata a Moss Side il 15 luglio 1858, menava fendenti facendo tremare lo status quo maschilista e misogino della prima società novecentesca.

Nel 1903 Emmeline fondò l’Unione Politica e Femminile e fu incarcerata per aver interrotto una riunione del Partito Liberale affinchè venisse posta in discussione la spinosa questione del voto alle donne.

Con il passare del tempo il Movimento del Suffragio da lei creato aumentò la pressione sulla società inglese e i metodi di protesta adottati divennero sempre più aggressivi.

Solo lo scoppio del Primo Conflitto mondiale pose fine alle guerriglie urbane ed agli scioperi organizzati dai movimenti femministi. In cambio della partecipazione delle donne alla produzione di vettovaglie ed armamenti necessari per sostenere lo sforzo bellico, le autorità liberarono le prigioniere femministe colpevoli di sovversione e reati politici.

La guerra poteva forse fermare le suffragette inglesi, ma non la Pankhurst, che in quegli anni, sfidando i cieli ed i mari militarizzati, condusse importanti viaggi in Canada, Russia e Stati Uniti, incitando alla rivoluzione le associazioni femminili dei rispettivi paesi. Quando tornò in Inghilterra la sua battaglia più grande si era conclusa, con una vittoria senza precedenti nel 1918, anno di istituzione del suffragio universale femminile in Inghilterra. A cascata, nel corso della prima metà del ‘900, la maggior parte dei Paesi europei dichiararono il voto femminile legale e costituzionalmente valido. Però, sebbene nel corso di questo secolo ci siano stati dei netti miglioramenti nella condizione di quello che per secoli è stato chiamato mai così erroneamente il “sesso debole”, tanta strada è ancora da fare. Imperative devono essere ancora le parole della figlia di Emmeline, Christabel: « Ricorda la dignità della tua femminilità. Non chiedere, non supplicare, non umiliarti. Fatti coraggio, uniamoci e combattiamo! ».

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