Il duro lavoro ripaga sempre. Lo sanno bene, e ne stanno già raccogliendo i frutti, Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, cuneesi di nascita, che lavorando per lungo tempo su una loro idea, sono riusciti a realizzarla grazie al loro carisma e talento. Di che idea sto parlando? Parlo di Satyspay, oramai S.p.A che si offre come nuovo metodo di pagamento elettronico, anche tra privati.

Mi sono sempre chiesto i motivi del loro successo, e ho deciso così di contattarli per un’intervista, che ho svolto a Milano nei loro nuovissimi uffici, dove sono arrivato carico di aspettative e felice come un bambino davanti ad un nuovo giocattolo. Appena entrato mi è tornato in mente il film Gli Stagisti con Owen Wilson e Vince Vaughn. Purtroppo, mancavano le poltrone-letto che tanto avrei voluto provare, date le poche ore di sonno. Tuttavia l’atmosfera di dinamicità e innovazione che mi ha trasmesso quel film l’ho rivissuta già dall’atrio. Davanti a me ho trovato una ventina di giovani al computer, che digitavano e nel frattempo mi scrutavano, tutto nello stesso momento.

Massimiliano Scrigner, che si occupa di Marketing & Business Intelligence nell’azienda e che ringraziamo per la sua cordialità e gentilezza, ha rotto subito il ghiaccio con un buon caffè, scortando me e Gabriele verso una delle salette riunioni. Ed è così che è iniziata questa intervista, con un caffè in mano e la sensazione di essere un pesce fuor d’acqua.

Mi imbarazza un po’ venire fin qui a Milano nella vostra sede per dirti che non ho ancora scaricato l’applicazione di Satispay. Per cui colgo l’occasione e ti propongo questa sfida, convincimi che sono in errore e devo rimediare al più presto.

Pensa a quando devi condividere una spesa con i tuoi coinquilini o devi fare un regalo in comune con i tuoi amici per un compleanno o una laurea. Raccogliere i soldi giusti è sempre difficile e finisce che pagano tutto in pochi per poi rincorrere i debitori. Con Satispay le cose diventano più semplici, dal cellulare puoi inviare i soldi in pochi secondi e non paghi la transazione. Non so, vai a fare aperitivo in un locale e, se è abilitato, puoi pagare comodamente da seduto senza il tramite di carte o codici da inserire. Inoltre non hai paura che non ti accetti il pagamento, diversamente dalle prepagate o carte di credito. Satispay è davvero comodo sulle piccole transizioni monetarie quotidiane, sei tu a fissare il limite massimo di soldi che puoi avere a disposizione ed ogni settimana automaticamente effettua un versamento o preleva dal tuo conto per ritornare alla soglia scelta. Lo troveresti tanto semplice quanto utile, soprattutto a Cuneo dove abbiamo una ottima collaborazione con il comune.

Attualmente non siete gli unici in Europa a portare avanti questi nuovi metodi di pagamento in moneta virtuale, cosa vi rende più competitivi rispetto alle altre start up?

Molte start up prendono le carte di credito, tolgono il supporto fisico e traferiscono il servizio sul cellulare. Secondo noi sbagliano poiché non c’è nulla di innovativo in tutto ciò. Il circuito in cui si muovono resta lo stesso delle carte ed è ancora quello vecchio degli anni ’50 che si porta dietro il retaggio dei costi e delle commissioni che non riesce a smaltire da sé, e che di conseguenza ricadono sull’esercente e sull’utilizzatore finale. Non c’è alcuna innovazione, inoltre se al bar prima non accettavano pagamenti con carta, anche se è sul cellulare il circuito è lo stesso, dove sarebbero i vantaggi? I fondatori di Satyspay hanno lavorato 2 anni per pensare al sistema di trasferimento di denaro in un circuito diverso da quello delle carte, che utilizza direttamente il proprio conto e codice IBAN per i trasferimenti. Non vi è alcun costo sull’utente, mentre l’esercente per i pagamenti dell’utente sopra i 10 € paga una commissione di venti centesimi. Inoltre anche l’attivazione per entrambi è gratuita e rimarrà tale per tutte le realtà a cui andremo incontro durante la nostra evoluzione. Questo ci permette di essere competitivi sul mercato.

Quindi siete convinti di potervi fare strada anche in Europa, giusto?

Lo spostamento della nostra sede legale (da Milano a Londra ndr) parla chiaro, l’internazionalizzazione è uno dei nostri obiettivi. Lo abbiamo fatto per avere gli strumenti per entrare nel mercato europeo per rientrare negli standard legislativi richiesti. Per cui è nato Satispay Limited, istituto di moneta elettronica con licenza concessa dalla FCA (Financial Conduct Authority, ente che ha il compito di regolamentare i mercati finanziari, fornendo servizi ai consumatori e vigilando sui mercati finanziari britannici) che ci permette di essere riconosciuti negli stati membri come metodo di pagamento sicuro. Anche se abbiamo fatto i compiti a casa, per quest’anno punteremo ancora sull’Italia, vogliamo essere presenti in più esercizi su tutta la penisola. Dopo di che si potrà già seriamente pensare di introdurci in Germania e Francia, paesi molto più simili al nostro per quanto riguarda la mentalità in fatto di moneta.

La comodità per i piccoli locali commerciali, come bar e ristoranti è fuori discussione. Per diventare un metodo di pagamento universale è necessario, però, interfacciarsi anche con i grandi Brand, le multinazionali e in generale grandi catene. Come affronterete il problema?

Ci stiamo già lavorando. Innanzitutto, l’esperienza della promozione di Satispay nei piccoli esercenti ci ha permesso di sviluppare e comprendere le esigenze dei clienti. Il problema principale delle grandi catene è che, avendo dovuto sviluppare casse standard da dare in dotazione ai propri esercizi per questioni fiscali e di contabilità, l’utilizzo della sola applicazione su cellulare non risultava efficiente. Abbiamo così iniziato a sviluppare interfacce software anche per i loro sistemi informatici, in modo che risultasse comoda l’acquisizione di denaro dalla vendita. Ora siamo in grado di poter offrire i nostri servizi per l’80 % dei sistemi di cassa principali sul mercato. Inoltre, ci stiamo muovendo anche nell’e-commerce, dove lasciando semplicemente il numero di cellulare sui siti convenzionati, il pagamento potrà essere svolto senza inserire codici di carte o passare da Paypal. Basterà dare conferma dall’applicazione e il gioco è fatto. Si potrà anche pagare i parcheggi direttamente dal cellulare o le corse in taxi. Il nostro sistema è talmente versatile che è adattabile a tutte le richieste.

Prossimamente sarà possibile effettuare le ricariche telefoniche con qualche click, direttamente dall’applicazione, tramite la piattaforma Paymat.

Avete mai avuto pressioni da parte di banche o colossi finanziari a causa della vostra idea? Data la vostra competitività starete rubando una buona fetta di mercato.

In verità no, non hanno alcun appiglio legale per impedirci di svilupparci. All’inizio le banche pensavano di poter elaborare un metodo innovativo per loro conto, basandosi sulla loro esperienza invece che sulla tecnologia. Dato che non ci sono riuscite, ora stanno facendo molta attenzione al nostro operato, contattandoci per possibili collaborazioni. Bisogna dire che, invece di ostacolarci, sono state anche le banche a darci dei contributi, come la Banca Alpi Marittime e Iccrea Banca.

Parliamo del sud Italia, state trovando difficoltà a diffondervi nel meridione?

Beh, fino ad ora non ci sono stati problemi. Nella maggior parte dei casi per diffonderci in una nuova città sfruttiamo l’iniziativa di una banca di credito locale. Come vedete dalla mappa degli esercenti (intende la foto che vi mostro qui sotto), sia a Bari che a Napoli abbiamo un buon numero di locali commerciali; come anticipato prima, per il 2017 il nostro obiettivo è lavorare bene in tutta Italia, siamo alla conquista di Roma e a poco a poco aumenteremo i pallini rossi anche in Sicilia ed in altre regioni del sud. In genere, ovunque la promozione della nostra attività viene incrementata riusciamo a diffonderci bene, che sia sud o nord.

Cosa ci riserverete per il futuro? Sarà possibile avere come soglia massima una cifra superiore ai 200 euro? Penso ai miei genitori che quella cifra la spendono in una settimana per sostenere le spese di tutti i giorni.

Vogliamo testare nel prossimo futuro diverse opzioni tra cui i pagamenti post datati e rateizzazioni attraverso Satispay dove noi ci facciamo garanti del pagamento. Con la stessa filosofia stiamo pensando anche ad una opzione di credito al consumo, ma sono tutte ipotesi a cui stiamo lavorando, come all’estensione della soglia massima. Adesso se si fa richiesta formale possiamo estenderla fino a 500 euro, ma non vogliamo che sia una opzione automatica per il momento. Sceglieremo un campione fidato e testeremo tutte le opzioni  e poi si vedrà. Sta di fatto che ci stiamo avvicinando sempre di più ad una modalità di pagamento sempre più versatile ed efficiente.

Ultima domanda. Come sei entrato a far parte di Satispay? Come sono questi cuneesi rivoluzionari?

Io ho una storia un po’ particolare con loro, li ho conosciuti 4 anni fa durante una convivenza per qualche mese. Io lavoravo mentre loro avevano Satyspay ancora da far partire, era ancora solo un’applicazione su mobile, non avevano ancora fondi e non sapevano dove sarebbero andati a parare. Subito l’idea mi piacque, vedevo l’innovazione dietro la loro idea, diversamente dalle start up presenti in quei anni. Poi ci perdemmo di vista, fino a che non andai a continuare i miei studi a Torino. Lì li ritrovai con gli uffici di Satyspay e conoscendoli meglio mi innamorai del loro prodotto. In più un master sull’economia digitale mi fece capire che quella era la strada giusta per me e così eccomi qua. Loro sono eccezionali, hanno dovuto studiare molto, due anni di preparazione solo per l’applicazione. Ancora adesso certe volte fatico a capirli durante una riunione! Sono entrati in un mercato molto potente e ne sono usciti vincitori, ma per far ciò non si sono mai fermati davanti alle difficoltà ed hanno saputo aspettare.

Con la collaborazione di Gabriele Arciuolo

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