Negli ultimi anni sul mercato editoriale hanno avuto e stanno avendo particolare successo alcune saghe familiari; si pensi ad esempio ai libri dell’italiana Stefania Auci, che spicca per la celebre Saga dei Florio. Sono saghe che raccontano di generazioni e generazioni di una famiglia, spesso povera, che cresce e matura nel tempo. Leggendo questi volumi si sente l’eco di alcuni grandi classici del passato, forse de I Viceré di De Roberto (anche se in quel caso si trattava di una famiglia nobile), ma anche dei libri di Isabel Allende.

Proprio il realismo magico della Allende si ritrova nelle pagine del romanzo d’esordio di Juliet Grames, che si situa in questo filone: Storia di Stella Fortuna che morì sette o forse otto volte, pubblicato in Italia da HarperCollins. La scrittrice è italo-americana, vive in Connecticut e si è documentata con precisione recandosi di persona in Calabria, a Ievoli, prima di narrare la bellissima epopea della famiglia Fortuna.

Ma procediamo con calma: l’arco cronologico della vicenda è alquanto ampio, perché va dai primi anni del secolo scorso fin quasi ai giorni nostri. La prima parte del romanzo è ambientata nella Calabria del primo Novecento, e in particolare in un paese sperduto in cima alle colline di nome Ievoli, dove i compaesani sono poverissimi, si conoscono tutti e si sposano tra cugini. 

La protagonista è una famiglia, quella dei Fortuna, creata da Assunta e Antonio, detto Tonnon e poi Tony. Dal loro matrimonio per niente felice nasceranno comunque quattro figli, due femmine e due maschi: Maria Stella detta Stella, Concettina detta Cettina, Giuseppe e Luigi. Antonio abbandona molto presto la famiglia per andare a cercare fortuna in America, lasciando Assunta da sola con quattro figli piccoli, senza nessun aiuto economico. 

Stella e Concettina sono le vere eroine di questa storia, dato che l’autrice esamina nel dettaglio il loro percorso di crescita, dalla più tenera infanzia alla vecchiaia. Il legame affettuoso tra le due sorelle si mantiene forte e solido per gran parte della loro vita: hanno pochissima differenza di età, sono due ragazze bellissime, gran lavoratrici e invidiate da tutta Ievoli, oltre che fortemente corteggiate. Stella tuttavia è particolarmente sfortunata, forse preda del malocchio, perché fin dall’infanzia è sopravvissuta a numerosi incidenti che l’hanno quasi uccisa (da qui il titolo del romanzo). 

La Grames si sofferma molto nel delineare la condizione della donna nella società del Sud Italia di quel periodo: senza voce in capitolo su ciò che riguarda la sua vita, viene data in sposa giovanissima con un matrimonio di pura convenienza ed è costretta a fare figli esaudendo tutti i desideri del marito-padrone. 

Tutto cambia quando, a ridosso dell’entrata in guerra dell’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, la famiglia Fortuna raggiunge Antonio in America, precisamente ad Hartford, nel Connecticut. L’America è tanto diversa da Ievoli, e i Fortuna vivranno anni estremamente difficili; poverissimi, ridotti a fare lavori faticosi e sottopagati, diventano “stranieri ostili” nel momento in cui anche gli Stati Uniti entrano in guerra. È impossibile non pensare all’evidente somiglianza dei Fortuna e dei loro simili con gli immigrati di oggi, che giungono in Italia nella stessa loro condizione ad inizio del secolo scorso. In America le sorelle Fortuna saranno alle prese con usi e costumi completamente nuovi, con più libertà e frivolezze, tra corteggiamenti, matrimoni, lavoro e figli.

Estremamente interessante è il modo con cui l’autrice tratteggia la personalità di Stella, che è totalmente opposta a quella delle ragazze e donne della sua età: Stella appare agli occhi degli altri come un’aberrazione, come una ragazza troppo cocciuta che andrebbe domata, ma in realtà rappresenta la donna indipendente, che non vuole sposarsi né avere figli, che vuole andare a vivere da sola, lontana dalla sua famiglia, per costruirsi la sua vita. La protagonista rappresenta un barlume di modernità in una società ancora estremamente ottusa, radicata negli ideali antichi dell’Italia del Sud, portati anche oltreoceano. 

Riuscirà Stella a imporre la sua personalità e la sua intraprendenza o dovrà, ancora una volta e per sempre, sottomettersi alla sua famiglia?

Storia di Stella Fortuna è un libro brillante, una sorta di grande documentario romanzato, che narra la storia di una famiglia più unita che mai, nonostante tutti i dissapori e i litigi. E alla fine si resta commossi, come spesso accade quando si concludono quelle grandi epopee che raccontano il trascorrere del tempo, il quale, lento e inesorabile, solca le linee degli alberi genealogici.

 

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