Aria di Montagna

Animare in campeggio è l’esperienza che tutti dovrebbero fare. Non esistono smog, caldo soffocante e strumenti elettronici tipici della città, solamente bambini e animatori che vivono assieme circondati dalla natura. Spesso questa figura viene paragonata ad un baby-sitter con l’unico compito di tenere i ragazzi lontani da casa per dare un attimo di respiro ai genitori. Animare è tutt’altro. Oltre ad imparare a avere delle responsabilità, animare ti fortifica. Devi essere pronto ad ogni evenienza perché un bambino può farsi male in qualsiasi momento, anche nei modi più improbabili, inciampando oppure spostando un calcetto balilla. Inconvenienti dell’ultimo momento ti obbligheranno ad improvvisare giochi ed escogitare soluzioni senza che i bambini si accorgono dell’esistenza di un problema. Vivere un certo periodo assieme comporta la nascita di odio e amori fra i ragazzi come fra gli animatori stessi. Compito di quest’ultimi consolare i bambini che piangono e riappacificarli in caso di litigio. Questo tipo di lavoro, sì lo chiamo lavoro perché spendi tempo faticando come ogni altra occupazione,  richiede voglia di fare e una grande dose di pazienza. Hai a che fare con bambini e ragazzi più piccoli della tua età, molte volte iperattivi che non ascoltano quello che devono fare. Per loro tu diventerai l’esempio da seguire, positivo negativo che sia. Non mi ero mai reso conto di quanta preparazione, organizzazione ed impegno ci volessero per far si che i bambini si divertissero per una settimana. Non per un mese, per una sola settimana. È importante che i ragazzi vivano a contatto con la natura e lontani dai loro familiari : l’aria pulita, la lontananza da videogiochi e il divertimento con gli amici sono un toccasana per i bambini di oggi. Le corvèe, momenti di lavoro come sparecchiare la tavola e pulire i bagni, possono far capire il lavoro domestico e tutte le difficoltà che affrontano i loro genitori tutti i giorni. I miei animatori furono un punto di riferimento nella mia vita e mi diedero insegnamenti che rispetto continuamente. Ora sono io a fare la differenza,  ho preso il loro testimone e sono colpito di quanto sia stupendo e difficile animare. Finito il campeggio non saranno solo i bambini a tornare a casa con un nuovo carico di esperienze e divertimento, ma anche noi stessi, perché inevitabilmente quei ragazzini rimarranno nel tuo cuore come un patto inviolabile. Tu avrai dato tanto a loro, ma loro avranno dato a te ancora di più.

Matteo Ghisolfi

Ottica Casati

Da oltre 80 anni l’Ottica Casati è specializzata nella vendita di prodotti di qualità.

Operativa in tutta la zona di Cuneo e provincia, l’azienda garantisce le migliori proposte sul mercato nei settori dell’ottica, dell’hi-fi, del video e della fotografia, per assicurare sempre la soddisfazione della propria clientela.

In via Mameli 4/Bis, Cuneo (Cn)

http://www.otticacasati.it/

Emozioni rivelatrici

Non c’è niente di più umano delle emozioni. Noi siamo rabbia, paura, disgusto, disprezzo,tristezza e felicità; siamo animali in grado di comunicare senza emettere suoni, animali che vivono in gruppo e che la natura ha dotato di linguaggi fisici per comprendersi universalmente. Il bello di tutto ciò è che già dalla nascita possediamo la capacità di capire cosa una persona sta provando; si tratta però di un qualcosa di inconscio, dato che è il nostro cervello a tradurre il messaggio cifrato. Tutti noi ben sappiamo che ogni emozione produce un comportamento differente a livello fisico: accelerazione del battito cardiaco, della respirazione, dilatazione delle pupille o, per esempio, sudorazione. Ma non tutti sanno che ad ogni sensazione emotiva viene associato un determinato insieme di movimenti di muscoli facciali. Essi sono involontari, noi non li controlliamo. Oggigiorno vengono studiati sempre di più, insegnati a membri di polizia e forze dell’ordine di tutto il mondo per combattere la criminalità e in generale migliorare le loro capacità di lie detector. Gli agenti devono imparare a diventare macchine della verità, perché quelle meccaniche da film di spionaggio non servono proprio a niente. Misurano la veridicità della risposta semplicemente verificando la variazione del battito cardiaco del soggetto, non curandosi del fatto che essa può variare a seconda di che emozione prova. Posso essere completamente innocente, ma essere così spaventato da avere il cuore a mille, dire la verità, ma essere ritenuto colpevole. Per ovviare a queste lacune si sta costruendo una macchina che è in grado di percepire le emozioni dell’interrogato attraverso l’analisi di ciò che ho prima citato, potendo così aiutare l’interrogando a collegare l’emozione con la risposta che gli viene data e decidere come strutturare l’interrogatorio. Per esempio, se alla domanda ” Lei ha mai conosciuto quest’uomo?” si risponde di no, ma la macchina ha riconosciuto una manifestazione di rabbia mista ad un aumento di temperatura corporea, allora significa che l’interrogato sta mentendo, poiché nasconde risentimento verso quella persona! Per cui non dimenticate che il vostro viso è un libro aperto, l’emotività umana è più rivelatrice di quanto pensiate.

Davide Ghisolfi

Ricevi i nostri aggiornamenti

Ricevi i nostri aggiornamenti

Iscriviti alla newsletter di 1000miglia per non perderti nemmeno un articolo! Una mail a settimana, tutti i martedì.

Grazie per esserti iscritto!