«Non era uno stupido; era semplicemente senza idee (una cosa molto diversa dalla stupidità), e tale mancanza d’idee ne faceva un individuo predisposto a divenire uno dei più grandi criminali di quel periodo. […] Quella lontananza dalla realtà e quella mancanza d’idee possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi che forse sono innati nell’uomo».
Così Hannah Arendt conclude sul caso Eichmann nell’Epilogo di La banalità del male. Quello che la Arendt esprime è talmente spiazzante e vero che si potrebbe chiudere qui la riflessione di oggi. Ma si può provare a commentare quello che oggi si sta vivendo, mantenendo calma e lucidità.

Nel lontano 1819, Benjamin Constant spiegò che, a differenza degli antichi, i moderni non desiderano una libertà politica ma una libertà privata. Questo è chiaramente visibile nel comportamento collettivo mostrato in questi mesi: si temono le multe, si vuole restare tranquilli e così ci si ritrova ad obbedire a certe leggi che si credono profondamente incoerenti tra loro, incredibilmente confuse, stupide (confusione e mancanza d’intelligenza vanno spesso di pari passo perché l’intelligenza è sempre accompagnata da chiarezza e distinzione). Come sempre, però, esistono delle eccezioni: alcune persone, soprattutto giovani, sono state multate perché si sono abbracciate in strada o si sono tenute per mano, pur avendo l’accortezza di rimandare i baci al sottoscala di casa. S’immagini la scena: due ragazzi vengono separati per due mesi e, ovviamente, la prima cosa che fanno è abbracciarsi e lo fanno per strada, perché si dicono che sarebbe ipocrita e da stupidi fingere di rispettare le distanze; il poliziotto li vede e punisce il loro atto con una multa di 400 euro che il più delle volte sarà pagata dai genitori, magari senza stipendio. Questo è uno scorcio dell’Italia 2020. Che fare?
In molti, uomini moderni, desiderosi di una calma privatezza, abbiamo creduto che fosse infantile infrangere le regole. Ma oggi ci si trova in situazioni assurde in cui si è chiamati a sembrare stupidi e ignari della realtà: la lontananza dalla realtà, però, è male. Ed è male anche la mancanza d’idee: certo, si possono coltivare idee e convinzioni ma fingere di non averle per stare tranquilli. Però a cosa serve avere idee se le si nasconde?

Ciascuno si comporti con intelligenza e prudenza, senza eccedere nella disobbedienza ingiustificata (anche perché disobbedire sistematicamente è obbedire ad altro) né, però, nella cieca obbedienza. Servono un po’ di audacia, un po’ di franchezza, di serenità nel mettere in pratica certe convinzioni. E sarebbe bello anche ritornare a credere che il bene morale sia il sommo bene, quello a cui occorre mirare in vista della costruzione di una società giusta.
Quindi grazie, ragazzi multati, per averci insegnato che se si obbedisce a una legge stupida si è stupidi. E senza dubbio è meglio essere intelligenti, anche quando questo costa fatica.

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