La noia è una sensazione che va e viene, è un’esperienza comune e vivida nella nostra mente perché l’abbiamo provata almeno una volta nella vita. Infatti è probabile che in alcuni periodi siamo pieni di impegni, ci sentiamo soddisfatti e completi ma ci sono altri momenti in cui la noia bussa alla nostra porta e noi le apriamo. 

I tedeschi designano la noia con il termine Langeweile, che letteralmente significa lungo tempo. Il tempo della noia ci sembra infinito tanto che utilizziamo spesso in queste situazioni l’espressione “ammazzare il tempo” cioè caratterizziamo la noia come un peso di cui dobbiamo liberarci.

Il dizionario la definisce una sensazione di insoddisfazione e di malessere interiore che nasce da una prolungata condizione di monotonia e di uniformità. In effetti, ci annoiamo quando non siamo soddisfatti di quello che facciamo o di ciò che siamo. Provare noia è come un qualcosa che ci opprime, è come se d’un tratto rimanessimo paralizzati e non fossimo più in grado di fare niente. È uno stato d’animo vasto e oscuro in cui ci si sente come in una scatola ermetica e soffocante. Alle volte la noia fa addirittura paura perché questo tempo vuoto ci porta a riflettere su cose di cui non vorremmo mai trovare una risposta, ci accompagna nei posti più oscuri dell’animo. 

Alcuni scrittori hanno provato a spiegare questo sentimento. Secondo Leopardi la noia è l’assenza di passioni ed emozioni, sia negative che positive, è il vuoto dell’animo umano. Quindi per il poeta la noia è il nulla, un vuoto totale in cui l’uomo si perde di tanto in tanto.  Il filosofo Pascal, invece, considera la noia come una debolezza dell’uomo, un atteggiamento dannoso perché mostra la miseria dell’uomo che non riesce a trovare nella sua esistenza un senso, uno stimolo. 

Al contrario, lo scrittore italiano Alberto Moravia nel romanzo “La Noia”, da cui è stato tratto anche un film, descrive questo sentimento  utilizzando una metafora potente: “(…) quando mi annoio, mi ha sempre fatto l’effetto sconcertante che fa una coperta troppo corta, ad un dormiente, in una notte d’inverno: la tira sui piedi e ha freddo al petto, la tira sul petto e ha freddo ai piedi; e così non riesce mai a prendere sonno veramente”. L’autore ci sta dicendo che quando ci sentiamo annoiati è come se niente funzionasse, niente ci va a genio. Inoltre la noia porta con sé quella sensazione di apatia verso tutto in cui ci sembra di non riuscire a trovare una soluzione per porre fine alla stessa noia. 

Ma come possiamo uscire da questa situazione? Il divertimento combatte la noia o è forse un altro modo di scappare dalla realtà? 

Forse la noia ha bisogno di essere risolta alla radice, non basta solo scappare via perché ritorna. Quando arriva la noia è perché non siamo soddisfatti di qualcosa e così ci porta a scoprire e provare cose nuove.

Ma questa continua voglia di cercare qualcosa di nuovo che attiri la nostra attenzione è perché abbiamo già troppo? La noia è forse un capriccio di chi sta bene? Forse no, la noia non è solo una scusa che usano i fannulloni per giustificarsi ma è una condizione che proviamo tutti indipendentemente dalla nostra situazione economica o sociale. 

Quindi forse non è poi così male annoiarsi ogni tanto se poi ne usciamo arricchiti. Come diceva il filosofo Martin Heidegger, questa《nebbia silenziosa》della noia profonda ci fa vedere l’insieme delle cose e delle persone sottratte dall’indifferenza, ce le fa vedere sotto una nuova luce dell’attimo e dello sguardo aperto.

Articolo di Alice Taricco.

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