Immaginatevi la scena: America, anni ‘50, piena segregazione razziale, una donna sta tornando a casa da lavoro, è stanca, ha lavorato tutto il giorno come sarta. Sale sull’autobus, lei è “negra”, e se sei negro in quegli anni negli States impari presto cosa vuol dire essere disprezzato. Si siede, ma non trovando posto al fondo della vettura, dove vi sono i sedili riservati alla gente di colore, prende posto nella fila dietro a quella per i soli bianchi, nella zona “comune”. Due fermate e sale un uomo. A Rosa viene chiesto di alzarsi per fare posto a quel passeggero appena salito, solo perché lui è bianco e lei una nera. Lei ha male ai piedi, e con una calma olimpica rifiuta, rimanendo composta e calma al suo posto con quella dignità che solo una donna può conservare in simili momenti. Il conducente chiama le guardie, queste salgono e prendono Rosa di forza, e la sbattono in galera.
La storia poteva finire qui, un’ ennesima protesta repressa, un altro gesto di ribellione soffocato. Non andò così, perché quella donna nata in una fresca giornata di febbraio a Tuskegee, Alabama, verrà chiamata qualche anno più tardi “The Mother of The Civil Rights Movement” (la Madre del Movimento per i Diritti Civili). Quella notte, mentre Parks era rinchiusa per le sue deprecabili azioni, cinquanta leader della Comunità Afroamericana, guidati da un pastore protestante di nome Martin Luther King si riunirono per decidere il da farsi. Il giorno successivo incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, che durò per 381 giorni. Decine e decine di pullman rimasero fermi per mesi finché non venne rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste in tutti gli USA. Lo stesso King scrisse sull’episodio descrivendolo come «l’espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà»,e aggiunse che Rosa «rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future».
Se Rosa, una piccola donna del sud, non si fosse rifiutata di alzarsi, in quel rivoluzionario atto di dignità, la storia probabilmente sarebbe andata diversamente. Poiché, senza quel viaggio in bus del primo dicembre 1955, la lotta per i diritti civili sarebbe oggi ancora più ardua e aspra di quella che, nella realtà, ancora è.

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