« Che cos’è per te la politica? ».

Ecco la domanda che mi è stata posta qualche mese fa da una giornalista de La Guida, davanti ad un caffè infreddolito e geloso di una conversazione troppo interessante per i suoi gusti.

Il binomio giovani/politica potrebbe suonare quasi come un ossimoro, visto il vecchio panorama politico che compare ogni giorno negli schermi dei nostri televisori. Rottamazione! Rivoluzione! potrebbe ribadire qualche fan sfegatato del cambiamento, contento dell’evoluzione politica dell’ultimo periodo.

Il tranello del nuovo governo è dietro l’angolo, non aspetta altro che un misero giovane come me ci metta il piede dentro per intrappolarlo in qualche considerazione o critica banale. Eppure no, signore e signori, non intendo parlare di ciò. Troppo facile, troppo scontato, troppo politically incorrect. Chissenefrega.

Torniamo alla politica, quella vera. La politica del suo senso originario di “vita della polis”. Ovvero? Occuparsi degli interessi della città, della comunità.

Torniamo a Cuneo, dunque. E al solenne e celeberrimo slogan della città: Tutti vecchi, nulla da fare!. Torniamo ai giovani, non come oggetto di studi e commenti sociologici, ma come protagonisti della città.

D’altronde, oggigiorno quanti dati, quante statistiche, quanti esperti possono dimostrarci senza difficoltà che i giovani sono sempre meno interessati alla politica, al mondo dell’associazionismo, ai movimenti studenteschi e ai cortei di massa. Eppure, nelle molteplici spiegazioni del Perché? manca spesso un elemento fondamentale: la voce dei giovani stessi.

Come formiche al bordo di un marciapiede, ci sentiamo troppo spesso osservati da una distanza troppo grande per favorire un dialogo costruttivo e partecipativo. Da questa distanza nasce l’esigenza crescente del XXI secolo di sottolineare l’identità di “giovane” in contrasto con gli altri gruppi sociali.

Ma cosa contraddistingue davvero un giovane da un adulto? La mancanza di raziocinio e l’istinto trasgressivo forse? Forse. Direi piuttosto: il tempo e la voglia di fare.

Da questi due elementi nasce un’idea dell’amministrazione comunale: il Cantiere Giovani. Un titolo che non è lasciato al caso, alludendo ad una precisa connotazione: la costruzione, sicuramente grezza ed immatura agli inizi (come si addice ad un vero e proprio cantiere), che punta alla realizzazione di un progetto concreto.

Quale sarà dunque l’obiettivo di questo Cantiere? In occasione della presentazione di venerdì 8 giugno, davanti ad una folla gremita di studenti e non solo, il giovane consigliere Simone Priola ne ha indicato uno in particolare: la partecipazione diretta e da protagonista dei giovani.

L’aiuto di professionisti della progettazione e l’opportunità dell’alternanza scuola-lavoro non saranno altro che lo sfondo di un’occasione per riunire giovani da contesti e scuole differenti. Partire dalle diversità per aprire al dialogo e al confronto sui bisogni della città. Non è forse da questo che dovrebbe nascere ogni forma di politica?

Chi lo sa, magari sarà proprio la voglia e il tempo di questi giovani a risvegliare la creatività fondamentale per la riqualifica di qualche luogo abbandonato, ma dal grande potenziale, che si nasconde nei meandri di Cuneo.

(Ex-centro sociale Kerosene, questo occhiolino è per te!)

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