Sono venuta a conoscenza dell’Associazione NonSoloNoi attraverso una dei suoi volontari. Mi ha parlato di un mondo ricco di iniziative diverse ma interconnesse e unite dagli stessi obiettivi. Una realtà che ha trovato risposte concrete e creative a problematiche e bisogni che permeano la nostra società, e che ha saputo rimanere fedele ai suoi principi fondanti pur sapendosi aggiornare e aprire al nuovo. Ho quindi deciso di fare qualche domanda a Luisella Panero, Presidente dell’Associazione, e al gruppo di lavoro che si occupa di coltivare e far fiorire queste brillanti iniziative:

1) Come potreste definire l’associazione NonSoloNoi e quali sono i suoi obiettivi fondamentali?
L’Associazione NonSoloNoi è una realtà nata sul territorio cuneese una decina di anni fa che si è posta in modo serio di fronte alle tematiche di accoglienza, integrazione e bisogno sociale, in particolare dal punto di vista della creazione di posti di lavoro. Il fulcro dell’iniziativa è favorire e realizzare concretamente una maggiore integrazione sociale attraverso la condivisione e la partecipazione attiva, mirando in particolare al cammino del singolo verso la propria autonomia e realizzazione lavorativa. L’esperienza ci ha insegnato che l’accoglienza dell’altro può avvenire sotto diverse forme, ma in ogni caso passa sempre attraverso un cammino vero e proprio, fatto di ascolto e di relazione, dove la componente lavorativa è sorgente di fiducia in sé stessi e di integrazione. Agli obiettivi sociali abbiamo affiancato un approccio sostenibile, sposando i principi dell’economia circolare e promuovendone i benefici.

2) Quali sono le componenti innovative del Polo della sostenibilità, recente iniziativa promossa dall’Associazione?
Il Polo della sostenibilità rappresenta la volontà di unificare esperienze diverse sulla base degli stessi obiettivi: la sostenibilità, l’accoglienza, il riuso e l’inserimento lavorativo.
L’ambizione del Polo è di concretizzare un modello alternativo di creazione di valore, attraente e positivo sul piano sociale, economico e ambientale. Il Polo è un invito rivolto a tutti, nessuno escluso, a indirizzare i propri comportamenti verso pratiche più sostenibili in grado di alimentare un circolo virtuoso a beneficio collettivo. L’inclusività e l’accoglienza sono gli elementi fondanti del Polo, che unisce al momento tre iniziative dell’Associazione:
Progetto Margherita: luogo di raccolta e offerta al pubblico di capi di abbigliamento e oggettistica, nonché luogo di incontro, dialogo e accoglienza (perché crediamo fermamente che da soli non si possa andare lontano)
Progetto Tulip: sartoria sociale che propone un mix di prodotti e servizi (linea di abbigliamento, upcycling personalizzato, lavori sartoriali eco-sostenibili, lavorazioni su misura occasionali conto terzi)
Progetto Zafferano: produzione di zafferano in terra e fuori suolo: agricoltura sociale come luogo di sintesi della natura e della persona.

3) A chi si rivolge il Progetto Margherita e con quali obiettivi?
Il progetto Margherita vuole offrire in particolare alle donne la possibilità di un inserimento graduale e mirato in un’attività lavorativa con il fine primario di alimentare fiducia nella persona: sia nelle proprie capacità, sia nel mondo che la circonda. Con il tempo sono nate sinergie significative con Enti sul territorio e abbiamo avuto la conferma che essere protagonista della gestione di un’attività (con un magazzino, la gestione dei clienti, decisioni da dover affrontare, ritmi da dover sostenere…) diventa occasione di crescita personale e responsabilizzazione. E non solo per il personale dipendente dell’Associazione, ma anche per le tante persone volontarie che ci aiutano e supportano in questo cammino.
Concludendo, il Progetto Margherita è un sano compagno di viaggio e di crescita sia per i lavoratori che per i volontari.

4) Quale è il legame tra l’inserimento delle donne in questo contesto lavorativo e la loro parallela rinascita personale ed emotiva?
In breve, avviene una trasformazione, un passaggio graduale dal disagio emotivo e psicologico alla ricerca proattiva del proprio benessere. Abbiamo la convinzione che avere la possibilità di svolgere un lavoro sia un presupposto fondamentale per la rinascita della persona, che può sentirsi utile per una collettività, distrarsi dal proprio malessere e, non ultimo, apprendere un mestiere (anche se in via transitoria) con l’obiettivo finale di una sistemazione professionale autonoma.
5) Come nasce il Progetto Zafferano?
Il progetto Zafferano nasce come un sogno ad occhi aperti il 22 marzo 2017, per poi diventare un gioco serio ed infine trasformarsi in un’opportunità di inserimento lavorativo. Inizialmente l’idea è stata allo stesso tempo semplice e complessa: coltivare lo zafferano per dare una risposta seppur piccola alla fame di lavoro che caratterizza la realtà odierna, cioè dare un’opportunità di occupazione a persone che non avrebbero potuto trovare una collocazione nel mondo del lavoro così com’è attualmente strutturato. Il binomio zafferano e sociale andava prima di tutto sperimentato, testato. Ed è per questo che l’associazione NonSoloNoi Onlus ha deciso di impiegare il 2017 per sperimentare una prima esperienza di coltivazione in pieno campo di zafferano e familiarizzare con le peculiarità di questa coltivazione. Nel 2018 la sperimentazione si è ampliata fino alla realizzazione di una piccola serra pilota per la coltivazione “fuori terra” dello zafferano.

5) Quali sono le componenti innovative del Progetto Zafferano?
La sinergia tra il settore agricolo e la sfera sociale è già diffusa, l’Associazione NonSoloNoi ne ha ampliato il perimetro introducendo nuove metodologie di coltivazione quali il fuori suolo per produrre zafferano. L’obiettivo finale di progetto è la realizzazione di una vera e propria serra didattica che sviluppi e promuova nuove tecniche di coltivazione pest free e qualitativamente avanzate su un’ampia gamma di spezie e ortaggi.

6) In che cosa consiste il Progetto Tulip?
Partendo dall’esperienza ormai consolidata con il Progetto Margherita, ossia la raccolta di abiti e oggettistica e la loro riproposizione alla comunità, l’Associazione ha deciso di investire sulla sartoria sociale per farne un elemento integrativo e complementare alla realtà già esistente, ampliando il ventaglio delle opzioni professionalizzanti. La sartoria sociale promuove una rilettura della visione ambientale, sociale ed economica dell’industria dell’abbigliamento, prestando particolare attenzione all’intero ciclo produttivo, dalla realizzazione dei prodotti al loro smaltimento. Nel concreto il laboratorio Tulip riutilizza materiale tessile in disuso da aziende e abiti donati e propone un’alternativa allo spreco creando i propri capi, generando opportunità di lavoro. Le persone attive nel Progetto e la rilavorazione di materiale in disuso sono gli ambasciatori del contributo attivo di Tulip ai benefici dell’economia circolare.

7) Quali sono i punti di forza di Tulip?
Tulip non si limita a produrre una linea di abbigliamento sostenibile e socialmente orientata per una scelta etica, ma offre ulteriori servizi quali l’upcycling (recupero creativo di abiti vecchi o dismessi per ottenere un nuovo vestito di tendenza), interventi di sartoria e lavori su ordinazione per conto di privati e aziende. Un altro punto di forza è la profonda integrazione con il Progetto Margherita, grazie al quale il Progetto Tulip prende vita e forma: molte volte si pensa alla moda sostenibile esclusivamente per una questione di scelta del tessuto, mentre la componente di sostenibilità si realizza soprattutto nelle persone che sono impegnate nella produzione che dà nuova vita a quel tessuto.
Il vantaggio competitivo di Tulip consiste nel valore aggiunto sociale ed ecologico che il cliente decide di supportare con la sua scelta d’acquisto.

8) Come si può entrare in contatto con l’Associazione e con le sue iniziative?
L’Associazione NonSoloNoi invita ad unirsi all’Inaugurazione del Polo della sostenibilità Sabato 2 Febbraio in Via Savona 42, Borgo San Giuseppe (CN) – sotto potete trovare il programma-.
I referenti del Progetto sono sempre disponibili a confrontarsi con chi è interessato e soprattutto cerchiamo volontari che possano aiutarci a fare sempre di più e meglio. Chiunque volesse saperne di più può contattare il Presidente dell’Associazione Luisella (349.7349497), Anna per il Progetto Margherita (324.0461116), Giulia per il Progetto Tulip (349.2632459) e Domenico per il Progetto Zafferano (335.6780460).

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