Andrea Fabbri è un narratore…ma non solo. Dando un’occhiata alla breve biografia che compare sulla sua pagina web (https://andreafabbri.it/) verrebbe proprio da definirlo, prendendo in prestito un termine dalla psicologia, un «multipotenziale»: si è diplomato alla Scuola Holden di Alessandro Baricco come miglior studente del suo corso, è autore di un romanzo, Paradiso, e di alcuni racconti pubblicati per Mondadori, è laureato con lode in Economia e ha fatto parte del progetto musicale SPOP come autore, cantante e musicista. Ma soprattutto ha portato a Cuneo la sua passione per la narrazione e le sue competenze in materia, dando vita al Corso di scrittura creativa “Dalla A alla Z”, che ha visto conclusa la sua quinta edizione ad ottobre, mentre la sesta edizione è già in preparazione. Ho deciso di fare qualche breve domanda ad Andrea per far conoscere a tutti gli appassionati di scrittura nei dintorni il suo mondo e questa opportunità di apprendere un nuovo approccio teorico alla narrazione mettendosi in gioco, lavorando con esercizi pratici sul proprio modo di scrivere!

1) Com’è nata la tua passione per la scrittura?

In maniera collaterale e imprevista. Avevo ventuno, ventidue anni, suonavo la chitarra in un gruppo e avevamo deciso di scrivere i testi in italiano. Così ho fatto la Palestra Holden alla sera, per un anno. Poi l’ho rifatta l’anno dopo. Poi ho fatto il Master…ed è finta che adesso non ho più un gruppo musicale!

2) Qual è l’obiettivo dei tuoi corsi di scrittura?

Come dico sempre ai corsisti, il mio obiettivo è quello di condizionare lo sguardo. Le storie ci circondano, adesso come non mai ce le ritroviamo ovunque: nei videogiochi, nei giornali, sui computer e addirittura sopra il barattolo dello yogurt. L’obiettivo che mi pongo, attraverso lo studio e l’analisi dei meccanismi delle storie, è far sì che ognuno, una volta fuori, possa riconoscerle in quello che lo circonda. È come guadagnare un super potere oppure indossare un nuovo paio di occhiali.

3) Chi partecipa ai tuoi corsi?

Un sacco di gente, per fortuna. In questo senso Cuneo si è dimostrata una zona molto ricettiva, sia per i corsi collettivi che per i corsi individuali. Fino ad adesso i gruppi sono stati molto eterogenei: dai 18 anni (qualche volta anche meno) agli over 60. Credo che questo dipenda dal fatto che le storie stanno diventando una passione trasversale, un po’ come la musica ma forse di più. In fondo, dietro ogni cosa c’è una storia e così c’è una storia anche dietro a ogni nota. Che è un modo per dire che le parole continuano sempre, anche quando la musica finisce.

4) Cosa sono per te le parole e a cosa servono?

Le parole sono il modo che abbiamo per capirci. Se dico «sigaro» tu sai cosa intendo, perché «sigaro» è il modo che abbiamo che chiamare il sigaro. Se non esistessero le parole forse riusciremmo lo stesso a capirci, ma sarebbe davvero complicato fare qualsiasi cosa.

Ma le parole non sono solo questo, sono anche strumenti strani perché non hanno forma e possono andare ovunque, anche nelle teste. Attraversano il tempo e lo spazio. E questo è molto bello ma anche molto pericoloso, perché il rischio è di farle prevalere sull’esperienza diretta, personale.

Oltre a vivere in un tempo che è pericoloso perché sta dimenticando le parole, viviamo in un tempo che è pericoloso perché assomiglia al gigantesco mondo delle storie, in cui riceviamo racconti su fenomeni a cui non assistiamo in prima persona, ma ci vengono raccontati da terze fonti, che poi diventano quarte o quinte e così via. È come quando si lancia un sasso in un lago e l’acqua si increspa. Ecco, oggi qualcuno ci dice che è stato lanciato un sasso e che l’acqua si è increspata: noi interpretiamo il fatto, ma forse non abbiamo neanche mai lanciato un sasso in un lago. Mi chiedo se tra dieci anni sapremo ancora cosa voglia dire la parola «acqua».

5) La top three dei tuoi autori del cuore?

Ci sono solo due tipi di musica: quella bella e quella brutta…ma non ricordo chi l’ha detto! In realtà i miei autori preferiti cambiano sempre, i miei gusti sono costantemente in evoluzione…in questo momento però sto leggendo Le acque del nord di Ian McGuire… pazzesco, ve lo consiglio!

 

Per contattare Andrea puoi scrivere all’indirizzo: cuneo@andreafabbri.it

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