Tutti conoscono le famose borse con la stampa geografica, famose in tutto il mondo e dal successo strabiliante. Forse, però, non tutti conoscono la storia dell’ideatore, un viaggiatore insaziabile, uno stilista poliedrico, un uomo amante della vita e dell’armonia… e, soprattutto, un cuneese! Di chi sto parlando? Di Alviero Martini naturalmente! Nato e cresciuto a Cuneo, il famoso stilista ha avuto il coraggio di ampliare i propri orizzonti, viaggiare, sperimentare e innovarsi in giro per l’Italia e per il mondo. Così facendo, ha portato la sua creatività ad altissimi livelli e la sua fama è cresciuta: dalla fondazione del marchio 1a Classe alla linea ALV (Andare Lontano Viaggiando). Sicuramente, Alviero Marini non si fermerà qui e continuerà a stupirci con il suo stile inconfondibile.
Ringraziandolo per l’intervista, conosciamo un po’ meglio la sua storia.

1. Cosa rappresenta la moda per lei?
La Moda è un mezzo per arrivare al grande pubblico, in realtà io mi sento meglio ad appartenere allo stile, quello stile che ho creato e quello attuale che resteranno nel tempo. La moda passa, lo stile resta.

2. Quanto conta il talento e quanto il buongusto in quello che fa?
Entrambi hanno un grande valore, tuttavia il buon gusto da solo non è sufficiente a garantire una tenuta se non supportato dal talento, ovvero lo stile.

3. Quale sua creazione è per lei molto significativa? Perché?
Ogni creazione ha un suo significato, e nella mia carriera mi sono incontrato con molteplici proposte, anche lontano dal mio ambito, ma ho trovato stimolante cimentarmi anche con la ceramica, con il rivestimento di aerei privati, con l’illuminazione, etc. etc. Ovviamente la mia base è la pelletteria, in tutti i suoi risvolti, così come l’abbigliamento donna, uomo, bambino e l’arredo casa.

4. Qual è la sua idea di bellezza e armonia?
La mia parola d’ordine è «Armonia», senza la quale non si raggiunge la bellezza. L’armonia è una mia vera fissazione e va, per una donna, dal taglio di capelli alla fisicità: non bisogna portare necessariamente la taglia 40, si può essere armonici anche con altre taglie, con un abito di lunghezza giusta, con un accessorio proporzionato etc… Solo con l’armonia si è eleganti!

5. Entriamo nella sua vita.

  • Da bambino sognava già di diventare stilista?
    Non sapevo se sarei diventato stilista, ma sapevo che volevo fare qualcosa di unico che non avesse mai fatto nessuno. Fu una promessa che feci a me stesso a 8 anni e a 38 anni trovai l’idea: dunque costanza, perseveranza, coraggio, umiltà e obiettivo sempre in mente.
  • Quale è stato il suo percorso formativo che le ha permesso di raggiungere il successo?
    Proprio tutte quelle caratteristiche che ho appena descritto, lavorando sodo, anche se a volte non ero neppure pagato, altre volte ben apprezzato, porte sbattute in faccia, altri portoni che si aprivano, umilmente, mettendo da parte tutte le esperienze, e tutte mi sono tornate utili.
  • Cosa pensavano i suoi genitori delle sue scelte?
    Ovviamente non comprendevano e mi ostacolavano, in particolare mio papà che mi voleva contadino. Mi ci vollero anni a smontare il pensiero del figlio “pelandrone”, ma perseguii i miei sogni (mai abbandonarli) e finalmente compresero, anche se papà non ha mai visto il mio successo perché morì giovane, ma mamma godette a lungo di buona salute, e condivise con me successi e anche viaggi.
  • Quale ricordo conserva della sua infanzia, magari a Cuneo?
    Mille ricordi, tutti bellissimi, che ho raccolto in un’autobiografia, ormai alla terza edizione. Ricordi di tutto il territorio del mio paesino (Ronchi) che è stato ampiamente la palestra nella quale ho esercitato molte esperienze, e poi le fughe da Cuneo, molto salutari…
  • È sposato, fidanzato, single?
    Vivo di famiglie internazionali: oltre alla mia famiglia che vive a Cuneo, ho costruito famiglie in tutto il mondo, affetti veri in tutte le lingue.
  • Quale frase può essere considerata il suo mantra?
    Chi sogna ad occhi aperti conosce molte più cose di chi sogna soltanto ad occhi chiusi.

6. Ci può raccontare in breve i progetti da lei ideati, dal celebre marchio 1a Classe ad ALV?

  • Com’è nata l’idea delle carte geografiche? E dei timbri dei passaporti?
    La prima è talmente lunga che proprio per dare una spiegazione ho scritto l’autobiografia che si può comprare su tutti i siti e-book, da Amazon a Feltrinelli, etc… ed è talmente esaustiva che costituisce le due righe con le quali potrei essere superficiale nel raccontare una vita di 30 anni di esperimenti. La seconda nasce dalla voglia di esplorare nuovi percorsi creativi, ed essendo il mio codice genetico il viaggio, l’aver conservato i timbri dei miei viaggi per me corrisponde ad una conquista. L’aver dato vita ad un nuova linea ALV – Andare Lontano Viaggiando by Alviero Martini è stato quasi consequenziale.
  • Perchè ha lasciato 1a Classe?
    Perché non mi piaceva più la strategia che i miei soci avevano in mente di voler far diventare il progetto un prodotto di largo consumo, e dunque ho invertito la rotta, creando un nuovo brand, che sta piacendo molto, seppure i tempi siano cambiati notevolmente.
  • Ha altri progetti per il futuro?
    Sì, molti… Senza progetti significa non avere sogni, dunque, da buon sognatore, ho cassetti pieni zeppi di idee…
  • A proposito del viaggio: cosa significa per lei?
    Conquista di nuovi territori, culture, lingue, modi di esprimersi, di confrontarsi con il mondo, non da turista ma da viaggiatore.
  • Quali mete ha già raggiunto e quali sogna di raggiungere?
    Ho visitato più di 90 paesi, ma mi restano molti luoghi da conquistare… Qualcuno farò in tempo a vederlo; altri, a causa della natura dell’uomo distruttore, ahimé non lo troverò più! Ho perso la Syria, ormai invedibile, l’Amazzonia l’ho mancata tre volte così pure l’Isola di Pasqua, ma sono spesso in sud America, avendo scelto Rio de Janeiro come “buen ritiro”…
  • In quale città del mondo si sente davvero “a casa”?
    Mi sento a casa ovunque ci sia umanità, non ho timore ad interagire con nessun essere umano del mondo, ad ogni parallelo, latitudine o longitudine. Dall’India, alle Hawaii, dalla Lapponia svedese al Medio Oriente, dall’Estremo Oriente, in Europa come in Africa, a Milano come in Sicilia, e in molti altri bellissimi posti della nostra meravigliosa Italia.
  • Lei è un uomo di grandi passioni: moda, arte, grafica, design, viaggi, teatro… Quale metterebbe al primo posto?
    Non esiste una graduatoria, tutte le passioni pulsano e ogni giorno la vita ti offre il confronto con una di queste. Poi ci sono quelle di routine, ovvero il lavoro sulla pelletteria, sulla moda, ma senza viaggi mi sentirei prigioniero. Dunque sì, i VIAGGI!
  • Sappiamo che il teatro ha significato molto per lei. Recita ancora?
    Non recito professionalmente, pur restando fedele ai miei principi, spesso di recita a soggetto, a seconda delle situazioni… Se mi trovo a Buckingham Palace, inevitabilmente dovrò recitare un ruolo, senza snaturare la mia vera identità… Diciamo che si usa la diplomazia.

10. Infine spostiamo l’attenzione su Cuneo.

  • Come giudica la città ora che è lontano da anni?
    Statica, è sempre stato il suo problema… Chiusa e perbenista. A molti sta bene, a me stava stretta!
  • Cuneo offre opportunità ai giovani? E agli artisti?
    Essere visionari significa sprovincializzarsi e dunque tutto quello che è “locale” resta locale, a meno che ti chiami Carlo Petrini ed allora esporti il tuo pensiero vincente nel mondo.
  • Se la città fosse una grande passerella o un set, come la allestirebbe?
    La città di per sé è stupenda, paragonabile per morfologia a Manhattan con le sue parallele e perpendicolari, i due fiumi, il set delle montagne in fondo a corso Nizza, una strepitosa Piazza Galimberti, la chiesa di san Francesco, i portici di via Roma, e molte altre bellezze… Con buona volontà, budget, visione, potrebbe essere un polo turistico di buona attrazione, considerando le montagne intorno, ma in tutta la mia vita ho visto un solo assessore, il compianto Nello Streri, a tentare di svegliare la città… Ormai manco da molti anni e dunque non ne conosco più le dinamiche, ma non vedo salti pindarici. Io faccio sfilate, invitato in tutto il mondo, in tutte città che promuovono il territorio; a Cuneo ho sfilato una volta per grazia ricevuta, così come non sono mai riusciti a realizzare sfilate a Torino. La bellissima Alba si è accaparrata la musica e con il suo festival ogni anno porta gente da tutto il mondo… Cuneo? No, i cuneesi non vogliono essere disturbati! E lasciamoli tranquilli!!!!

 

 

 

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