Il mio nome non esprime chi sono, non parla di me, mi soffoca; un’anima abbandonata che non vuole far altro che sentirsi libera, senza doveri o obblighi morali… Libera o abbandonata, che cosa cambia poi? Un pesce in una boccia di cristallo nuota in tondo, ma se lo è già dimenticato. Quel poverino manco ha un nome, si limita a nuotare, a prescindere dal significato, da cosa vuol dire, dal suo destino, dal suo passato. Vive al secondo, in una boccia, ma tanto lui mica sa che c’è un mondo al di fuori. Povero pesciolino, costretto a nuotare all’infinito in una sorta di castigo involontario. Ma cosa ne può lui se è nato pesce?

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