Dove ve la immaginate, voi, una ragazzina di tredici anni nel tempo libero, quando non è impegnata con le lezioni scolastiche? Proviamo a indovinare: di certo, non in sella a una moto che sfreccia a più di 200 km/h sulle piste più importanti d’Italia.

Eppure a Borgo San Dalmazzo c’è una ragazzina che proprio in sella alla sua moto ha fatto molto parlare di sè negli ultimi tempi, prima che un grave infortunio ne stoppasse momentaneamente la crescita lo scorso giugno. O meglio, Arianna Barale, classe 2007, è una centaura da quando aveva cinque anni e mezzo. Non proprio roba dell’altro ieri.

Ciao Arianna! Intanto, permettici di chiedertelo: come stai?

Diciamo che sto lentamente tornando quella di un tempo. Lo scorso 3 luglio al Mugello nella prima prova del Campionato Italiano Velocità 2020, al mio esordio assoluto nella classe PreMoto3, ho subìto un brutto ed anomalo incidente a tutta velocità, schiantandomi contro le barriere, forse per via di un guasto tecnico. Purtroppo, sono stata per quasi 30 giorni a lottare tra la vita e la morte, visti i gravissimi danni che ho patito a fegato, polmoni, reni e bacino, che si era rotto in tre punti. Quel che conta, però, è che ora sono qui, più carica che mai, anche se ancora un po’ malconcia.

Questo è l’aspetto più importante! Ora facciamo un passo indietro di qualche anno: come nasce la passione per le moto?

Il colpevole numero uno è mio papà Alberto, che mi segue sempre e che è fondamentale per me. Gareggiava a livello amatoriale e io l’ho sempre seguito, innamorandomi da subito del motociclismo: mia sorella, quando sentiva un motore scappava spaventata, io invece volevo salirci sopra. A cinque anni e mezzo mi è stata regalata una minimoto, l’ho provata e da lì non sono più scesa. Sono passata dal cortile di casa, alla piazza di paese fino alle piste.

Immaginiamo che il tuo idolo sia Valentino Rossi…

Di certo, lui è uno dei più amati, e piace anche a me. Il mio vero idolo, però, è ormai da tempo Ana Carrasco, prima donna a battere gli uomini nella categoria 300 Supersport, oltre ad aver preso parte a gare del Motomondiale. Proprio lei, che mi aveva fatto gli auguri dopo l’infortunio, ne ha subito uno altrettanto grave nelle scorse settimane. Spero davvero che possa rimettersi al più presto e tornare a sfrecciare sulle piste!

I tuoi programmi a breve termine dopo la riabilitazione?

Verosimilmente cambierò team quando potrò tornare in pista, ma stiamo ancora facendo valutazioni. Il mio obiettivo è quello di rimettermi in sella già a dicembre, anche perchè i medici mi hanno detto che è possibile. Da lì dovrò allenarmi duramente per tornare in forma e poi sceglierò. Ho ricevuto tante offerte, anche per prendere parte al Campionato Europeo Femminile Supersport 300. Sarebbe bellissimo potervi partecipare!

Qual è, invece, il tuo sogno nel cassetto?

Semplicemente, continuare a divertirmi sulle due ruote. L’utopia è quella di arrivare a partecipare ad un Campionato del Mondo. La strada è lunghissima, incide anche il fattore economico, ma io non voglio smettere di crederci. Di certo, sarà fondamentale l’apporto degli sponsor che credono in me e di altri che si aggiungeranno. Anzi, ne approfitto: ho bisogno di voi!

Lascia che ti facciamo questa domanda. Calcio e motori sono per antonomasia gli sport degli uomini. Ti sei mai sentita un’estranea?

Diciamo di no. Sicuramente a primo impatto c’è un po’ di diffidenza, quasi si volesse sminuire le capacità di una ragazzina. Poi però si entra in pista e conta solo la velocità. Insomma, non ci sono stati problemi. Sicuramente per un maschio è più facile, però credo di aver un carattere forte e non ho mai avuto difficoltà.

Non hai paura dopo il brutto incidente dello scorso luglio?

La verità? La distanza dalla moto mi ha dato ancora più voglia di salirci sopra. Andare in pista e vedere gli altri che corrono e si divertono mi ha fatto venire ancora più fame!

 

 

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