<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Anna Mondino, Autore presso 1000miglia</title>
	<atom:link href="https://www.1000-miglia.eu/author/anna-mondino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.1000-miglia.eu/author/anna-mondino/</link>
	<description>Ottimismo, informazione, svago, riflessione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Sep 2025 09:07:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">70218707</site>	<item>
		<title>Hai voluto la bici?</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/hai-voluto-la-bici/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/hai-voluto-la-bici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2025 09:07:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A caccia di eventi]]></category>
		<category><![CDATA[1000miglia]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cuneo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=9821</guid>

					<description><![CDATA[<p>Evento di Cuneo Bike Festival</p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/hai-voluto-la-bici/">Hai voluto la bici?</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p> </p>
<p style="text-align: justify;">La bici è il primo mezzo che impariamo a guidare, o almeno per me è stato così. Mi ricordo molto bene quando giravo nel mio cortile di casa in sella ad una biciclettina blu con le rotelle, e il rumore fastidioso che facevano. Nella mia testa ho però l’immagine più vivida dei momenti passati ad imparare ad andare in bici senza le rotelle, che per me voleva dire diventare grandi. L’emozione che mi assaliva quando mio papà staccava le sue mani dal sellino e mi gridava “Pedala pedala pedala!” è qualcosa che non scorderò: un misto di paura, eccitazione, voglia di libertà ma allo stesso tempo terrore di essere lasciata da sola e di perdere il controllo…E poi, puntualmente, la caduta a terra e le ginocchia sbucciate. Però la bici mi ha insegnato che se insisti e se ci credi per davvero, poi riesci davvero a pedalare da sola, a restare in equilibrio e non voltarti indietro per cercare le mani di papà sul sellino. Crescendo ho sempre continuato a usare la bici per andare in città o per altri spostamenti brevi, e quando ho iniziato l’università a Torino è diventato il mio mezzo di trasporto per eccellenza: casa università, università casa, ogni giorno e anche più volte al giorno. La prima era una bici vecchia, una “graziella” chiamata Flavia, gentilmente imprestatami dalla zia della mia coinquilina. Poi è succeduta la bicicletta rossa regalatami alla cresima, e per tre anni sono riuscita a non farmele rubare, complice un lucchetto molto resistente che le ha protette bene, e la fortuna. La bici mi mette sicurezza, mi fa andare veloce ma allo stesso tempo mi permette di vedere tutto, le piccole cose che se vai in macchina o in treno ti perdi. La bici ti concede di fermarti subito se ne hai bisogno; se stai poco bene, se vedi qualcosa ma lo vuoi vedere meglio, se vuoi girarti meglio il pantalone della gamba destra perché si sta sporcando con la catena. E soprattutto, la bici non inquina questa aria che già è pesante e grigia. È agile, è leggera e non emette niente nell’aria (a parte l’enorme mole di Co2 che esce dalla bocca quando si stanno affrontando delle salite con le gomme a terra). Anche a Cuneo, dove abito, mi muovo spesso in bici; perciò credo che investire su questa forma di mobilità sia molto importante e intelligente, come lo è incentivare le persone a utilizzare questo mezzo. Ci sono state iniziative quali “Bike to work” e “Bike to school” che sono riuscite a sensibilizzare e a convincere più gente a muoversi sulla bici. E da cinque anni esiste un festival interamente dedicato alla bici, in tutte le sue versioni: dalla bici da corsa e quindi il ciclismo come sport per professionisti, alla citybike usata per andare a fare la spesa, e tutto quello che vi è nel mezzo. CuneoBikeFestival è il suo nome, e quest’anno ha come tema centrale le “scelte”, intese come presa di coscienza necessaria prima di passare all’azione. Il Festival non è solo una festa del ciclismo come sport, ma anche un’opportunità per parlare del ciclismo sostenibile, e della montagna come motore di innovazione. Infatti il settore del cicloturismo è in netta crescita, e ha un ruolo importantissimo nel panorama del turismo sostenibile. Il festival, come afferma anche la sindaca Patrizia Manassero, è una dichiarazione di principio ed un messaggio chiaro: Cuneo lavora per una mobilità dolce e per stili di vita sostenibili; inoltre il festival, che durerà dal 18 al 22 settembre, rientra nella settimana europea della mobilità sostenibile, per cui saremo uniti anche con tutti gli altri paesi nel confronto, nell’azione e nel dibattito su questi temi centrali. Ci saranno ospiti importanti che condivideranno con il pubblico le loro esperienze e le loro idee: Paolo Bettini, ex ciclista professionista, alle ore 21 di sabato 20 al Cinema Monviso; Frank Lotta, dj, videomaker e viaggiatore lento, alle ore 21 di venerdì 19, sempre al Monviso; questi sono solo due dei tanti ospiti che il Festival accoglierà, e raccontano due tipi molto diversi di andare in bici: il primo è stato un atleta, ha gareggiato, ha vinto e ha perso, sperimentando lo sport a livelli professionali. Il secondo ha viaggiato lentamente, lo ha raccontato e scritto in un libro e continua a farlo in radio. Oltre agli incontri con gli ospiti sono organizzate molte uscite per bambini, ragazzi e adulti intorno alla città, esperienze che uniscono la ricchezza della nostra enogastronomia, la bellezza della natura che ci circonda e il professionismo delle guide e degli organizzatori. è un festival a 360 gradi perché la bici è a portata di tutte e tutti: si può pedalare ma anche essere passeggeri, e godere della sua lentezza e bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Per maggiori informazioni sul festival, sul programma e su tutti i suoi appuntamenti: <a href="https://cuneobikefestival.it">https://cuneobikefestival.it</a></p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/hai-voluto-la-bici/">Hai voluto la bici?</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/hai-voluto-la-bici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9821</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quanto poco ci vuole</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/quanto-poco-ci-vuole/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/quanto-poco-ci-vuole/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2019 12:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[bella giornata]]></category>
		<category><![CDATA[brutta giornata]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[problema]]></category>
		<category><![CDATA[sorriso]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6958</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una piccola storia sulla differenza tra una brutta e una buona giornata, e su quanto poco ci voglia per trasformare l'una nell'altra.</p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/quanto-poco-ci-vuole/">Quanto poco ci vuole</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Ingresso dell&#8217;ospedale, ore 9.18</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Brusio di fondo, due lunghi corridoi, persone che si muovono in fretta.  Ordine, un poco di bianco, la luce che filtra da una grande finestra.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Un signore che sembra anziano, ma forse non sarebbe felice di essere chiamato così, entra guardingo, e avanza lungo il corridoio. Ha passi lenti ma decisi, la schiena un po’ curva, una cartellina sotto il braccio. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Si ferma più o meno a metà, si guarda intorno e torna indietro. All’ingresso osserva l’ordine incomprensibile con cui gli altri si muovono, aprono porte e spingono carrelli. Trova allo sportello una donna minuta, nascosta dietro grandi occhiali da vista. La vedo ascoltare il signore, gli risponde scuotendo la testa e lui si curva ancora di più. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La signora sorride, esce dal suo sportello e indica un altro corridoio al suo cliente, ma poi lo accompagna. Mentre passa dà indicazioni gesticolando ad altre persone, come se leggesse loro nel pensiero. Cammina svelta, ma controlla di avere sempre il signore vicino. Gli sorride con un’espressione che dice “Tranquillo, adesso la risolviamo”. Lui la guarda con la fiducia di un bimbo che trova chi lo porta a casa. Quanto poco ci vuole.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Entrano in una porticina, spariscono per qualche minuto, poi lei esce con gli occhi che dicono “mi dispiace”. Lui scrolla le spalle, ha molta più luce nel viso. Anche se non ha risolto il suo problema. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">La donnina saluta e torna a nascondersi dietro il suo sportello, a gesticolare sorridendo con il prossimo cliente. Il signore esce, cammina lento ma leggero. Sparisce con la chiusura della porta. Quanto poco ci vuole.  </span></p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/quanto-poco-ci-vuole/">Quanto poco ci vuole</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/quanto-poco-ci-vuole/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6958</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Debhora: storia di viaggi, di fiducia e d’amore</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/debora-storia-di-viaggi-di-fiducia-e-damore/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/debora-storia-di-viaggi-di-fiducia-e-damore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2019 22:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[debhora]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6916</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nessuno torna da un viaggio come era partito: ritornare, come perdonare, cambia le persone. </p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/debora-storia-di-viaggi-di-fiducia-e-damore/">Debhora: storia di viaggi, di fiducia e d’amore</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Debhora Casalloni ha pubblicato un libro nel 2018, ma io non lo sapevo. Ci siamo incontrate per caso, in una mansarda un po’ fredda ma piena di cuscini colorati nell’Oratorio di Busca, dove entrambe ci trovavamo per fare la parte dei “libri” in una biblioteca vivente.</p>
<p style="text-align: justify;">Debhora ha portato un grande zaino, dei tessuti, dell’incenso e dei libri. Le copie del suo libro, “L’India si è presa cura di me”. Si siede a terra, a gambe incrociate, a sistemare tutti gli oggetti con una lentezza piena di cura. Ascolto la sua storia prima che arrivino i veri “lettori”, e poi raccolgo dettagli qua e là, nei momenti di pausa e durante tutta la serata. Sto con la mente su ciò che avevo da dire, e con un orecchio verso la sua voce. Per questo, la mia versione del suo racconto sarà disordinata e irrazionale, ma anche colma dell’intensità di averlo sentito da chi l’ha vissuto in prima persona.</p>
<p style="text-align: justify;">A ventisei anni, Debhora è partita per un viaggio in India: il biglietto di andata, quello per il ritorno programmato 5 mesi e 2 settimane dopo, tre notti in albergo prenotate a Nuova Delhi, lo stesso zaino che ha portato qui stasera. Nessun programma. <em>Gusterò ogni suono, colore, sapore e so che sarà un viaggio tanto fuori, quanto dentro di me, </em>ha poi scritto nel diario di viaggio che è diventato il suo libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui in poi, il racconto si fa frenetico: ha preso aerei, incontrato persone, perso soldi, viaggiato in condizioni che spaventerebbero molti di noi. “<em>Dormivo nel camion con loro </em>(i camionisti che le hanno offerto un passaggio e del denaro) <em>e non mi è mai successo niente</em>”, mi racconta, la voce grata della fortuna che l’ha accompagnata. È stata accolta da alcune famiglie, “<em>le mie famiglie</em>”, le chiama, con le quali ha condiviso mesi di vita, senza che nessuno le chiedesse nulla in cambio.</p>
<p style="text-align: justify;">Si leggono due cose dal suo viso, mentre racconta. La prima è la consapevolezza: parla di questa esperienza magica serenamente, sembra che sappia esattamente quante cose la separano, adesso, da quel mondo e da quella che era prima di entrarvi, che porti nel cuore ogni sensazione ma che la sappia custodire senza esserne sopraffatta. Lo noto, e penso che forse non ne sarei capace.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda cosa che traspare, chiaramente, è la fiducia che ha investito nel suo viaggio, nei luoghi, nelle persone, nel caso che l’ha portata in giro per un Paese completamente diverso dal suo. Una fiducia che, ci tiene a sottolineare, è stata ripagata con un amore incondizionato da parte di tutti coloro che ha incontrato, in un modo che forse la nostra cultura non ci permette di immaginare. “<em>Se ti approcci al mondo in modo aperto e fiducioso, tutto questo ti torna indietro</em>”. E così, un intero Paese si prende cura della sua ospite.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine della serata, Debhora ripone tutte le sue cose nel suo zaino. La vedo nel cortile d’ingresso, il bagaglio sulle spalle, e mi sembra di vederla in un grande aeroporto, mentre abbraccia le persone a cui vuole bene prima di partire. Mi saluta con un bacio e un sorriso. Forse non ho mai conosciuto Debohra, la ragazza che è partita per l’India, ma soltanto quella che è tornata. Penso a quanto di quel mondo ora è dentro di lei, così ben mescolato al resto da essere indistinguibile. E che forse, qualche pezzo di lei è ancora laggiù, nascosto e svolazzante in una strada di Nuova Delhi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/debora-storia-di-viaggi-di-fiducia-e-damore/">Debhora: storia di viaggi, di fiducia e d’amore</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/debora-storia-di-viaggi-di-fiducia-e-damore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6916</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un tavolo insolito</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/un-tavolo-insolito/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/un-tavolo-insolito/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 16:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[cena]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[scarpetta]]></category>
		<category><![CDATA[tedesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6746</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un attimo di quotidianità intorno al tavolo di un ristorante, in cui un gesto semplice una parola strana possono creare un'enorme poesia. </p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/un-tavolo-insolito/">Un tavolo insolito</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un tavolo un po&#8217; insolito. Tre uomini sulla sessantina, tutti e tre brizzolati, maglioncino e occhiali sul naso. Si direbbero tre colleghi in viaggio per lavoro, se non fosse per il quarto commensale, un bambino biondissimo e in carne.</p>
<p>Tra loro parlano tedesco. Quando arriva il cameriere, i tre adulti sfoderano un italiano degno di qualunque stereotipo: forte accento, verbi all&#8217;infinito, eppure non fanno fatica a farsi capire.</p>
<p><em>«Tagliata perrr me»</em></p>
<p>«Certo, esce con patate e carciofi»</p>
<p><em>«Tanti carrciofi perr favorre, in Germania non ci sono, posso mangiarre solo qui!»</em></p>
<p>Arriva la tagliata con tanti carciofi, il signore sorride, ha l&#8217;espressione di un bambino a cui la nonna ha preparato la torta che voleva.</p>
<p>Mangiano le loro portate. Un altro dei signori dell&#8217;insolito tavolo si rivolge al ragazzino accanto a lui. Qualche parola in tedesco, e poi riconosco <em>&#8220;scarrrpetta&#8221;. </em>Passa un pezzo di pane sul suo piatto, aspetta che raccolga tutto quello che ha avanzato, e glielo porge. Il bambino lo guarda stranito, poi mangia il pane con gli occhi di chi ha ricevuto un regalo. Prova a ripetere <em>&#8220;scarrrpetta&#8221;, </em> per essere &#8211; credo &#8211; la sua prima parola in italiano non se la cava male. Scoppia a ridere e prende un altro pezzo di pane.</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/un-tavolo-insolito/">Un tavolo insolito</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/un-tavolo-insolito/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6746</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Tavolini e scorci</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/tavolini-e-scorci/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/tavolini-e-scorci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[bar]]></category>
		<category><![CDATA[incrocio]]></category>
		<category><![CDATA[momenti]]></category>
		<category><![CDATA[occhi]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[vite]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6683</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ogni momento in un bar è la possibilità di mille vite diverse di intersecarsi, ma loro si sfiorano senza toccarsi davvero. Ogni tavolo resta orientato verso l’interno del suo mondo. Forse se non fossi nascosta dietro il computer non potrei permettermi di scrutarli tutti da così vicino, ma anche così è come guardare da una finestra, separati da un vetro che non ti fa sentire il vento che c’è fuori e che, in fondo, non ti fa capire nulla.</p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/tavolini-e-scorci/">Tavolini e scorci</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stazione di Torino Porta Nuova, bar, quarto tavolino a sinistra.</em><br />
È quell’ora indefinita del pomeriggio in cui per qualcuno è il momento del the o del cappuccino, e qualcuno ordina il primo spritz. La clientela dei bar è composta da piccoli spiragli su vite altrui. Quella dei bar delle stazioni, da finestre spalancate su altri mondi.</p>
<p>Tre ragazze sono sedute ad un tavolino senza tazze né cibo, hanno espressioni tristi ma combattive: mi arriva qualche frammento di un discorso di cui non seguo il filo: sentirsi sole, il primo lavoro, non essere prese sul serio. Si illuminano quando si alzano, una delle tre scoppia a ridere e le altre non sanno perché. Si tira indietro i capelli con l’aria di chi non può spiegarsi, ma l’effetto è potentissimo: escono e sembra che stiano camminando su una nuvola.</p>
<p>Una bambina tiene in mano un piattino con una brioche, sembra enorme vicino a lei; con l’altra mano cerca di aprire la porta a vetri che la divide dalla mamma e dal fratellino: c’è scritto “tirare”, ma lei è troppo piccola per saperlo. Spinge, un paio di tentativi e la mamma, al di là del vetro, le viene in aiuto. L’altro bambino guarda il dolce con occhi entusiasti, vorrei tanto vedere la faccia di sua sorella all’idea di condividerlo.</p>
<p>Un ragazzo elegante porta un vassoio al tavolo in cui sono seduti la sua fidanzata e i genitori: due tazze, una teiera, un latte macchiato e un dolce pieno di zucchero a velo. Mentre si avvicina lei si fa scappare uno sguardo pieno di luce, ma forse lui non se ne accorge. Gli parla, e la luce non si sente più. Parlano di the e di viaggi, la ragazza si perde nella schiuma del suo bicchiere, beve un sorso e riappare con un baffo di latte e cacao. Sorride come una bambina maldestra.</p>
<p>Entra un uomo di un’età che non riesco a definire, giacca di pelle, cappuccio e zaino, la barba di qualche giorno. Si ferma ai tavoli chiedendo una monetina per favore, così mangio qualcosa di caldo. Un paio di teste scosse, poi una signora inizia a frugare nella borsa, senza guardarlo in faccia. L’uomo inizia a raccogliere tazze e vassoi e libera il tavolo in cui la signora stava per sedersi. Le sposta anche la sedia, come ho visto fare solo nei film, per farla accomodare. Lei nel frattempo ha preso la moneta, si guardano e insieme dicono “Grazie mille”. L’uomo sparisce, senza ordinare.</p>
<p>Dal tavolo accanto, delle voci in spagnolo. Una donna morbida e sorridente, con i capelli lunghissimi e scuri, parla con un uomo piccolo, il viso pieno di rughe e un cappello con il paraorecchie sulla testa. Hanno tratti sudamericani e voci che sembrano musica, o forse sono solo i miei stereotipi. Portano un rumore allegro e colorato, anche nei loro cappotti neri.</p>
<p>Ogni momento in un bar è la possibilità di mille vite diverse di intersecarsi, ma loro si sfiorano senza toccarsi davvero. Ogni tavolo resta orientato verso l’interno del suo mondo. Forse se non fossi nascosta dietro il computer non potrei permettermi di scrutarli tutti da così vicino, ma anche così è come guardare da una finestra, separati da un vetro che non ti fa sentire il vento che c’è fuori e che, in fondo, non ti fa capire nulla.<br />
Chissà se qualcuno sta guardando me. Chissà cosa vede di questo mondo.</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/tavolini-e-scorci/">Tavolini e scorci</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/tavolini-e-scorci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6683</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cinque dialoghi da bambini per affacciarci al 2019</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/cinque-dialoghi-da-bambini-per-affacciarci-al-2019/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/cinque-dialoghi-da-bambini-per-affacciarci-al-2019/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 09:09:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[augurio]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[dialoghi]]></category>
		<category><![CDATA[inizio anno]]></category>
		<category><![CDATA[magia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6429</guid>

					<description><![CDATA[<p>Frammento di discorsi con o tra bambini che contengono almeno un consiglio utile per affrontare l’anno con un po’ della loro magia.</p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/cinque-dialoghi-da-bambini-per-affacciarci-al-2019/">Cinque dialoghi da bambini per affacciarci al 2019</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Parlare con i bambini è, per chi ha la fortuna di non dare troppo peso a urla, nasi sporchi e domande ripetute fino alla nausea, divertente, tenero, ma soprattutto illuminante, per tre motivi principali. Innanzitutto usano – e interpretano – le parole nel loro senso letterale, senza sottintesi, eufemismi o metafore: quella parola per quel significato. Il secondo motivo è la loro tendenza a dire esattamente ciò che pensano. Questa caratteristica va considerata non come faremmo in un adulto, come segno di particolare coraggio, onestà intellettuale o noncuranza delle conseguenze: semplicemente, dicono ciò che pensano perché non ci vedono nulla di male, e non vedono un’alternativa. Infine, credono fermamente nell’immagine del mondo che si stanno costruendo e se vuoi far cambiare loro idea devi fornire una spiegazione molto, molto convincente.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Per questo 2019 iniziato da una manciata di giorni, dunque, vi propongo qualche frammento di dialogo con o tra bambini che ho realmente sentito, partecipandovi in prima persona o origliando qualche chiacchierata tra amici. In ognuno di essi c’è almeno un consiglio utile per affrontare l’anno con un po’ della loro magia. Per tutelare l’identità di queste piccole fonti di ispirazione, quelli riportati sono nomi di fantasia.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Buon Anno!</p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><b></b><b>Alice, 5 anni, ovvero <i>Dare il giusto nome alle cose<br />
</i></b>Adulto: Questo dito si chiama anulare perché è il posto dell’anello.<br />
A: Ma mia mamma ha un anello su un altro dito!<br />
Adulto: Sì, ma quando ci si sposa l’anello si mette all’anulare, è per questo che si chiama così.<br />
A: Tu ce l’hai sull’anulare, allora tu sei sposata!<br />
Adulto: No, io non sono sposata, ho solo messo l’anello.<br />
A: Allora era meglio che si chiamava sposale! E tu devi cambiare dito.</li>
</ol>
<ol start="2">
<li><b><i></i></b><b>Agnese, 5 anni, ovvero <i>Il valore delle persone<br />
</i></b>Adulto: Qual è il vostro gioco preferito?<br />
Altri bimbi: Play station! La casa delle bambole! La pista!<br />
Agnese: Marco.<br />
Adulto: Che gioco è?<br />
Agnese: Mio fratello.</li>
</ol>
<ol start="3">
<li><b></b><b>Riccardo, 4 anni, ovvero <i>Dedicare tempo a ciò che ami<br />
</i></b>R (urlando): Maeestra, ho finito!!<br />
R (sottovoce, avvicinandosi): Adesso possiamo solo correre, senza fare nessun lavoro?</li>
</ol>
<ol start="4">
<li><b></b><b>Christian, 6 anni, ovvero <i>La Costanza</i> ed <i>Essere fiero di ciò che hai fatto<br />
</i></b>C: Vieni!<br />
Adulto: Un attimo.<br />
C: Vieni, veloce!!<br />
A: Un attimo.<br />
C: (Con crescente urgenza) Vieeni!<br />
A: Un attimo, arrivo!<br />
C: (Mi viene incontro, mi tocca una spalla): Vieni da me?<br />
A: Ho detto un attimo!<br />
…<br />
A: Eccomi, cosa c’è? Hai bisogno di aiuto?<br />
C: Guarda. (Mostra un disegno) L’ho fatto da solo.</li>
</ol>
<ol start="5">
<li><b></b><b>Alessandro e Chiara, 6 anni, ovvero <i>Non arrendersi mai<br />
</i></b>A: Chiara, mi vuoi sposare?<br />
C: NO!!<br />
A: …Va bè, magari quando siamo più grandi poi usciamo insieme.</li>
</ol>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/cinque-dialoghi-da-bambini-per-affacciarci-al-2019/">Cinque dialoghi da bambini per affacciarci al 2019</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/cinque-dialoghi-da-bambini-per-affacciarci-al-2019/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6429</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nello spazio di una tazzina</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/nello-spazio-di-una-tazzina/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/nello-spazio-di-una-tazzina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 09:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[cortile]]></category>
		<category><![CDATA[Cuneo]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[tazzina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6278</guid>

					<description><![CDATA[<p>La fotografia di un incontro tra vite senza nulla in comune, che si intersecano in un cortile cuneese, nel tempo necessario a svuotare una tazzina di caffè. </p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/nello-spazio-di-una-tazzina/">Nello spazio di una tazzina</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Cortile, Ore 14.15.</em></p>
<p style="text-align: justify;">È passata qualche minuto fa per il vialetto del condominio, portava due grosse buste della spesa, mentre parlava con i due uomini che lavorano in cortile ha rallentato il passo ma senza fermarsi davvero. Ha continuato ed è sparita nella portina.</p>
<p style="text-align: justify;">È appena ricomparsa, ha ancora il cappotto ma non più le borse, porta in mano un piattino su cui sono appoggiati in equilibrio instabile una zuccheriera, due cucchiaini, due tazzine coperte con un po’ di carta stagnola. I due uomini si guardano e contemporaneamente smettono di lavorare, si alzano e si girano verso un terzo signore, più anziano, non c’era prima. Lei appoggia tutto a terra, sparisce di nuovo, torna con il terzo caffè. Ma dovrà riportare tutto in casa, quindi aspetta che finiscano.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Grazie, signora, è proprio gentile. </em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Ci mancherebbe, mia mamma mi dice da cinquant’anni che se c’è qualcuno che </em>travaja<em>, gli si porta il caffè.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Eh, ma mica tutti, guardi…</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Quanti anni ha sua mamma?</em> &#8211; Il vecchio aveva borbottato soltanto un grazie, si inserisce nella chiacchierata come qualcuno che di colpo si accorge di avere qualcosa di urgente da dire.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>85.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Oh, che fortuna. Sa quanti ne ho io?</em></p>
<p style="text-align: justify;">La signora aspetta la soluzione dell’indovinello. I due ragazzi si guardano, forse è una favola che hanno già sentito.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; …<em>80!</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Beh complimenti, e cosa ci fa qui in giardino?                 </em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>A casa mi annoio, e poi…</em> &#8211; si guarda intorno come a dire che il lavoro, il giardino, forse tutti i giardini del mondo hanno bisogno di lui. O forse viceversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Scambiano chiacchiere come chi non ha davvero qualcosa da dirsi, ma non vuole smettere di parlare, la mamma, la moglie, il lavoro, la pensione. Senza avere davvero qualcosa da dirsi, affollano un pezzi di vita nello spazio di una tazzina. Il vecchio aggiunge un cucchiaino di zucchero, e butta giù quell’ultimo sorso più dolce degli altri di fretta, come una medicina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lei raccoglie il piatto da terra, sistema le tazzine, la zuccheriera, i cucchiaini, nello stesso equilibrio precario, come se non fossero state svuotate.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; <em>Allora arrivederci, buon lavoro.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8211; Buongiorno, grazie signora.</em></p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/nello-spazio-di-una-tazzina/">Nello spazio di una tazzina</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/nello-spazio-di-una-tazzina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6278</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il progetto &#8220;Let&#8217;s Play Here&#8221; del Liceo De Amicis</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/progetto-lets-play-here-liceo-de-amicis/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/progetto-lets-play-here-liceo-de-amicis/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2018 09:29:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[assistente virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[Cuneo]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Let's Play Here]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo De Amicis]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6115</guid>

					<description><![CDATA[<p>La scuola come finestra sul mondo: ecco il progetto Let's Play Here a cui partecipa il Liceo De Amicis di Cuneo insieme ad altre quattro scuole europee. </p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/progetto-lets-play-here-liceo-de-amicis/">Il progetto &#8220;Let&#8217;s Play Here&#8221; del Liceo De Amicis</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un gruppo di studenti, magliette bianche, in una qualche situazione scolastica. Il bello delle immagini è ciò che lasciano da dire: i ragazzi del progetto “Let’s Play Here”, parte dal del programma “Erasmus +”, in questa foto, stavano concludendo una settimana di sperimentazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché partecipare ad un progetto simile richiede prima di tutto di mettersi in gioco. Di vivere – da ospite o da padrone di casa – insieme ad un coetaneo mai visto prima, di comunicare in una lingua straniera, di esplorare una città con occhi nuovi, che sia quella in cui sei cresciuto, oppure dall’altra parte di un continente rispetto a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto “Let’s Play Here” è nato dalla vittoria di un bando da parte del Liceo Edmondo De Amicis, verrà portato avanti per due anni e coinvolge altre quattro scuole, per un totale di 250 studenti e 40 insegnanti provenienti da Italia, Polonia, Finlandia, Norvegia e Scozia. Ogni istituto ospiterà gli altri per una settimana, con l’obiettivo di vivere una scuola che sia una finestra sul mondo e una possibilità di sviluppare conoscenze, ma anche competenze, creatività e relazioni. La scuola cuneese ha aperto le danze tra il 21 e il 26 Ottobre, giornata in cui 1000miglia ha partecipato all’evento conclusivo di questa prima settimana.L’elemento centrale del progetto è Eddie, un assistente virtuale accessibile a tutti attraverso la pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/letsplayhereerasmus/">LPH</a>, in grado di “suggerire” agli utenti attrazioni, locali, attività nella città in cui si trovano. Ho provato ad utilizzarlo, e lascerò che si presenti da solo, riportando i suoi messaggi:</p>
<p style="text-align: justify;"><em><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-6116 alignleft" src="https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/11/EDDIE-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/11/EDDIE-300x300.jpg 300w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/11/EDDIE-150x150.jpg 150w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/11/EDDIE-250x250.jpg 250w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/11/EDDIE-610x610.jpg 610w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/11/EDDIE.jpg 719w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ciao, sono Eddie, l’assistente virtuale per il progetto Let&#8217;s Play Here.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>A dire il vero sono un’intelligenza artificiale, posso comprendere il linguaggio naturale delle persone. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono il primo assistente di viaggio sviluppato e gestito dai ragazzi della Generazione Z.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I ragazzi mi hanno programmato per assisterti in un viaggio attraverso cinque città europee.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8230;Put your helmet on, Commencing countdown,<br />
Engines on!</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La differenza rispetto a ciò che già fanno i nostri smartphone? Sta nel fatto che, fino al 21 Ottobre, le conoscenze di Eddie erano pressoché nulle: il robottino, infatti, “apprende” grazie alle esperienze dei ragazzi le informazioni relative ai luoghi esplorati. Nella settimana cuneese, ad esempio, gli studenti hanno visitato e recensito, tra gli altri, la Chiesa di San Francesco, il parco fluviale e una serie di bar e locali commerciali che hanno accettato con entusiasmo di collaborare con il progetto e ospitare i ragazzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Più noi esploriamo, più Eddy impara e può condividere con altri le nostre informazioni. Una scuola che si spinge fuori dagli edifici e dai confini, in cui la tecnologia è uno strumento per conoscere e conoscersi, e viene riempita di contenuti ed esperienze. Che apre finestre e sa di futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Auguriamo a questi ragazzi, insegnanti e famiglie due anni pieni di sperimentazioni, nuove scoperte e viaggi straordinari.</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/progetto-lets-play-here-liceo-de-amicis/">Il progetto &#8220;Let&#8217;s Play Here&#8221; del Liceo De Amicis</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/progetto-lets-play-here-liceo-de-amicis/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6115</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Scontro tra generazioni</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/scontro-tra-generazioni/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/scontro-tra-generazioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Oct 2018 12:06:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[A passo d'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[carte]]></category>
		<category><![CDATA[Generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=6010</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando una mano di carte è come tenersi per mano, per il tempo di un viaggio. </p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/scontro-tra-generazioni/">Scontro tra generazioni</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>TRENO FOSSANO – LIMONE, ore 17.15</p>
<ul>
<li>Niente scope, stavolta <em>(sottovoce e timidamente)</em></li>
</ul>
<p><em>      &#8211; </em>Ma ho vinto di nuovo, guarda: assi, sette, sei…dai le carte va’! <em>(fiero della sua mano e del suo accento calabrese)</em></p>
<ul>
<li>..…</li>
</ul>
<p>&#8211; OTTO!!! <em>*Espressione irripetibile, ma che tuttavia suona, in un anziano che gioca a carte, quasi carina*.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hanno, a occhio e croce, sessant’anni di differenza.</p>
<p>Da come il ragazzo guarda gli amici, non si sono mai incontrati prima. Dal tono del suo avversario, la partita è molto combattuta.</p>
<p>Sbircio le carte. Mi chiedo se sia un’abitudine, se questo signore esca sempre con un mazzo di napoletane in tasca, per ogni evenienza, o se sia un incontro casuale,  se abbia avuto la fortuna di trovare questo ragazzo e le sue carte, a consolare un solitario viaggio in treno.</p>
<p>Altra mano. Sbircio le carte. Indovinate chi vince.</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/scontro-tra-generazioni/">Scontro tra generazioni</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/scontro-tra-generazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6010</post-id>	</item>
		<item>
		<title>BUONE NOTIZIE DI INIZIO ANNO</title>
		<link>https://www.1000-miglia.eu/buone-notizie-inizio-anno/</link>
					<comments>https://www.1000-miglia.eu/buone-notizie-inizio-anno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Mondino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 10:15:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Si può fare]]></category>
		<category><![CDATA[Anno nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Verde]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.1000-miglia.eu/?p=4972</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un anno il cui primo giorno è stato un lunedì necessita, per partire col piede giusto, di una folata di buone notizie. Ne abbiamo scelte alcune, nella speranza di convincervi che quest’anno merita un’occasione.</p>
<p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/buone-notizie-inizio-anno/">BUONE NOTIZIE DI INIZIO ANNO</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Finite le feste, riportato in cantina l’albero di Natale e smaltiti gli avanzi degli ultimi pranzi, la vita reale è ripresa per tutti, segnando il vero inizio del 2018. E un anno il cui primo giorno è stato un lunedì necessita, per partire col piede giusto, di una folata di buone notizie. Ne abbiamo scelte alcune, nella speranza di convincervi che quest’anno merita un’occasione.</p>
<p style="text-align: left;">La prima è la storia di una foto che è arrivata dall’altra parte del mondo, diventata virale in poco tempo. Quello di Wang, il bambino cinese di 10 anni ormai meglio conosciuto come “Fiocco di Neve”, è uno scatto che ha reso chiara e immediata una condizione che con le belle notizie non ha nulla a che fare. Il piccolo, che è arrivato a scuola ricoperto di ghiaccio dopo aver camminato per 4 km a -9°, è uno dei <em>liushou</em>, i bimbi cinesi &#8220;<em>lasciati indietro&#8221;</em> i cui genitori hanno dovuto trasferirsi per lavoro dalle campagne alle zone industriali. Wang vive con i nonni in una piccola capanna, e riferendosi alla foto che l’ha reso famoso ha detto «Mi sono accorto a metà strada di aver dimenticato guanti e cappello».</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4973" src="https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/wang.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/wang.jpg 300w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/wang-150x150.jpg 150w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/wang-250x250.jpg 250w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: left;">In questa storia di povertà e contraddizioni la notizia che ci dà un pizzico di speranza, o che perlomeno ci scalda un po’ il cuore, sta non solo nella raccolta di fondi, partita da quella foto, a sostegno di Wang e del suo villaggio, ma anche nel significato che questa vicenda dà alla scuola. In mezzo a quei capelli pieni di cristalli ci sono un senso del dovere e una fiducia nel proprio futuro che, in un contesto così difficile, diventano quasi commoventi. Soprattutto per noi che siamo o siamo stati quel tipo di studente che, al terzo fiocco di neve, spera nella chiusura delle scuole e in un giorno extra di vacanza.</p>
<p>La seconda storia che vi dedichiamo è quella di una foresta che sta per nascere. Nel Regno Unito, infatti, è stato approvato il progetto <em>Woodland Trust</em>, che prevede di piantare, a partire da marzo 2018 per i prossimi 25 anni, 50 milioni di alberi intorno al corso dell’autostrada M62, 170 km che collegano Liverpool a North Cave. L’approvazione del progetto ha richiesto 10 anni, e si prevede di investire in esso un massimo di 500 milioni di sterline, con un ritorno, legato all’incremento del turismo e delle imprese rurali, stimato intorno ai 2 miliardi. <em>Green is the new black</em>.</p>
<p style="text-align: left;">L’ultima notizia ci riporta in Cina, in particolare a casa di Lai Chi-wai, arrampicatore di 35 anni che è stato nominato per i Laureus World Sports Awards 2018, premio per gli sportivi assegnato ad atleti del calibro di Roger Federer, Usain Bolt e Beatrice Vio. Un piccolo dettaglio: il 9 dicembre 2016, dopo aver raggiunto una delle sue vette, ha postato su Facebook:</p>
<p style="text-align: center;"><em>«Ultime notizie: sedia a rotelle scoperta su Lion Rock»</em></p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4979" src="https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/foto-anna-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/foto-anna-225x300.jpg 225w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/foto-anna-610x813.jpg 610w, https://www.1000-miglia.eu/wp-content/uploads/2018/01/foto-anna.jpg 720w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p style="text-align: left;">Dopo un incidente stradale nel 2011, Lai Chi-wai è stato il primo<em> climber</em> paraplegico a raggiungere la cima di Lion Rock, la montagna di Hong Kong. «Ho capito fin da subito che nella vita hai una sola possibilità, e io non voglio rimpiangere nulla», ha affermato durante un’intervista per Repubblica TV.</p>
<p style="text-align: left;">Dietro questo nuovo lieto fine si nascondono di certo tanta sofferenza, duro lavoro, e probabilmente anche un pizzico di fortuna, e dei mezzi che non tutti possiedono. Ma non c’è niente di meglio di iniziare l’anno leggendo una storia che ti convince di poter fare qualsiasi cosa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<span class="et_bloom_bottom_trigger"></span><p>The post <a href="https://www.1000-miglia.eu/buone-notizie-inizio-anno/">BUONE NOTIZIE DI INIZIO ANNO</a> appeared first on <a href="https://www.1000-miglia.eu">1000miglia</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.1000-miglia.eu/buone-notizie-inizio-anno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4972</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
